Chi ha scoperto la sorgente? Sull’acqua Sant’Anna si apre una disputa

Chi ha scoperto la sorgente? Sull’acqua Sant’Anna si apre una disputa
Fonte: Pexels

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Non sarà certamente il giallo dell’estate, ma qualche interrogativo sorge spontaneo leggendo le dichiarazioni di Alberto Bertone, presidente e amministratore delegato del gruppo Acqua Sant’Anna, una realtà da oltre 300 milioni di fatturato. Intervistato da Forbes Italia, Bertone ha raccontato le parabola imprenditoriale che lo ha portato in pochi anni a dominare il complesso mercato delle acque minerali, ponendo l’accento sulla scintilla iniziale: la scoperta della fonte di un’acqua pura e leggera a Vinadio, in alta valle Stura.

Secondo quanto riportato da Forbes, tutto ha avuto inizio una trentina d’anni fa. Bertone ha ricordato: «Abbiamo iniziato a cercare sorgenti lungo le Alpi piemontesi, finché non abbiamo trovato quella giusta: ci parlarono della qualità superiore dell’acqua che sgorga nelle valli che sovrastano Vinadio, nel cuore delle Alpi Marittime, in provincia di Cuneo. Ci recammo più volte sul posto facendo sopralluoghi, test, analisi. Dopo una lunga camminata in montagna, assaggiammo quest’acqua che sgorga in un ambiente incontaminato, autentico, a quasi duemila metri. Abbiamo capito subito le potenzialità del prodotto e abbiamo iniziato a sognare. Scherzando abbiamo detto: la portiamo sulla tavola degli italiani».

La scoperta contesa

E il sogno è diventato realtà. Giusto celebrarlo oggi, a distanza di tanto tempo. Forbes ha dedicato la copertina di agosto a Bertone, intitolando la sua cover story “La fonte del successo”, e sottolineando nel sommario di apertura che «quasi 30 anni fa una famiglia di costruttori piemontesi decise di acquistare una sorgente: più che una scelta, fu una scommessa. Vinta». Nell’articolo, alla domanda «in che anno avete scoperto la sorgente?», la risposta dell’attuale presidente e amministratore delegato di Acqua Sant’Anna è stata: «Era il 1996 quando abbiamo scoperto la sorgente, non molti anni fa».

Questa versione non sembra però coincidere con un’altra storia, quella che vede protagonista l’imprenditore Dario Osella, fondatore del caseificio “Fattorie Osella”, e che di recente è stata raccontata dal giornalista torinese Luca Borioni nella biografia autorizzata “Anna Carlotti & Dario Osella - Vita e lavoro insieme”, pubblicata a maggio 2025.

A intrecciare le due vicende è la figura di Angelo Giverso, ex primo cittadino e attuale vicesindaco di Vinadio, che all’inizio degli anni Novanta, maturò l’idea di sfruttare dal punto di vista commerciale l’acqua, una delle risorse naturali della zona. «Pensai che se fossi riuscito a trovare un imprenditore per sviluppare il progetto si sarebbero potuti creare nuovi posti di lavoro in una cittadina come la nostra che, come molte in montagna, cominciava a perdere abitanti», ha raccontato a L’Unica. Così, alla fine degli anni Ottanta, venne fuori il nome di Dario Osella.

Dal formaggio all’acqua minerale

Che cosa c’entra il “re della robiola”, di base a Caramagna Piemonte, sempre in provincia di Cuneo (dove è morto il 10 febbraio 2024), con le fonti di Vinadio? C’era prima di tutto un legame affettivo con Vinadio. La mamma di Dario Osella era infatti originaria di Demonte (tra i due paesi ci sono meno di dieci chilometri) e lui stesso aveva spesso frequentato la valle Stura. Inoltre, la sua abilità imprenditoriale era già molto apprezzata non solo in Piemonte.

Osella aveva saputo far crescere le Fattorie Osella a livelli talmente alti che, a un certo punto, si era reso conto che lui e la moglie Anna Carlotti – fondamentale nella gestione finanziaria dell’azienda – non avrebbero più potuto sostenere da soli il peso di quella realtà in vista di nuovi sviluppi e investimenti. E così, nel 1984, nacque uno storico accordo di collaborazione tra il caseificio cuneese e la multinazionale americana Kraft Foods (oggi Mondelez). La famiglia Osella mantenne il 48,9 per cento delle azioni, oltre a un ruolo strategico che ha garantito fino a oggi l’alta qualità dei formaggi, a cominciare dalla celebre robiola promossa dal 1985 nei famosi spot con il jingle creato dal cantautore Ricky Gianco: «Alle fattorie / nasce una bontà / robiole Osella / naturalità».

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Sulla scia di questi precedenti, Osella fu invitato dal sindaco a Vinadio e – dopo essersi confrontato con gli amministratori locali – cominciò a valutare la situazione.

«Gli parlai del progetto – ha ricordato a L’Unica Giverso –. L’idea gli piacque, e cominciò a girare la zona insieme ad alcuni malgari amici suoi. Finché mi disse di aver trovato la fonte ideale. Era quella da cui sarebbe nata l’Acqua Sant’Anna». A confermarlo con L’Unica è anche Rosella, la figlia di Dario: «Fu lui, insieme ad alcuni malgari, a trovare la fonte. Ho già scritto a Forbes per chiedere una rettifica. Per giorni e giorni mio padre si dedicò all’analisi di quell’acqua, girava con un kit che gli permetteva di valutarne la qualità, non contento si rivolse anche a persone competenti nel settore. Da visionario qual era, sapeva bene che un’acqua così leggera e adatta anche ai neonati avrebbe potuto avere un immediato riscontro sul mercato».

L’incoscienza e i posti di lavoro

Al momento di porre le basi della società che avrebbe dovuto occuparsi dell’imbottigliamento, Osella era presente in Comune. Con lui c’erano il figlio Gino e la moglie Anna, che i genitori avevano chiamato così in onore del santuario di Sant’Anna, che guarda il paese dalla strada che sale verso il confine con la Francia. C’era da fare un passo importante e doveva essere condiviso con tutti. «Ricordo un episodio divertente – dice ancora Giverso – Quando parlai dei posti di lavoro che sarebbero nati da quell’accordo, dissi che avremmo dovuto ringraziare “l’incoscienza” di Osella, che si era buttato in un progetto così diverso dalla sua attività principale. Lui mi sorrise e mi disse che anche sua moglie gli dava spesso dell’incosciente».

Il personaggio era arguto e pronto alla battuta. Il 16 maggio del 1991 il Comune di Vinadio approva una convenzione con la società “Gully 90” (dal soprannome della figlia Rossella, ma con altri soci nell’organico) nella quale si autorizza di fatto la famiglia di Dario Osella e Anna Carlotti ad avviare le attività per la commercializzazione dell’acqua minerale. Dopo qualche anno di assestamento per Fonti di Vinadio, la famiglia Osella ha poi cominciato a guardarsi intorno.

Verbale di approvazione della convenzione tra il Consiglio Comunale e la società Gully 90

Dario si ricordò di un imprenditore edile di Moncalieri che aveva conosciuto tempo prima, Giuseppe Bertone, originario di Rifreddo, altro paesino della Granda. Dopo averlo contattato, nel 1996 nasce un’alleanza certificata dalle quote societarie: ancora oggi il 42,5 per cento appartiene agli Osella. Per la precisione, come da documentazione del registro delle imprese della Camera di Commercio: il 57,5 per cento è di proprietà di Fibe Srl, il 21,25 appartiene a Gino Osella e il restante 21,25 a Rosella Osella.

Registro imprese - Acqua Sant'Anna SPA

Dal momento della nuova definizione degli assetti societari, nel 1996, sarà il giovane Alberto Bertone a svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’azienda grazie alla sua capacità di scommettere fin dall’inizio sulla tecnologia e sull’innovazione, portando davvero Acqua Sant’Anna sulla tavola di moltissimi italiani, e non solo. È recente infatti l’acquisizione, per 50 milioni di euro, della francese Eau Neuve.

«Ma è doveroso, oggi, ricordare anche il contributo di un personaggio che forse non ha ricevuto le celebrazioni che avrebbe meritato», dice a L’Unica Luca Borioni, l’autore della biografia che smentisce la ricostruzione di Forbes. «Dario Osella, assieme a sua moglie Anna, ha fatto parte di una generazione di imprenditori probabilmente irripetibile. La stessa che, in Piemonte, ha portato agli onori del mondo Michele Ferrero ad Alba (i due si conoscevano e si stimavano) e Adriano Olivetti a Ivrea. Personaggi smart sotto il profilo commerciale, ma molto attenti all’aspetto umano, legatissimi alle loro radici e alla famiglia. Osella e Carlotti, in particolare, hanno rappresentato una coppia all’avanguardia, all’insegna della parità di genere e del rispetto».

L’Unica ha contattato l’azienda Acqua Sant’Anna per un commento sulla questione ma al momento non ha ricevuto risposta.

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