Il viaggio verso la Luna passa anche da Torino

Il viaggio verso la Luna passa anche da Torino
Uno scorcio di palazzo Madama di sera – Foto: Unsplash

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Il futuro di Torino sembra sospeso, segnato dal lento ridimensionamento dell’industria dell’auto e non ancora illuminato da una nuova via identitaria. Eppure, mentre ci si interroga, qualcuno sta lavorando concretamente a una nuova dimensione: lo spazio. Lo ha sottolineato a L’Unica il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio: «La verità è che Torino si sta già reinventando, facendo leva sulla creatività e sull’operosità di molti. Quanti di voi, ad esempio, sanno che proprio qui si sta realizzando la costruzione di una nuova base lunare che servirà agli astronauti per poter poi completare il viaggio verso Marte? Succede qui, a Torino».

È un dato di fatto. All’interno del programma Artemis che mira a riportare gli astronauti sulla Luna (nell’equipaggio potrebbe esserci anche un italiano), la costruzione della base Lunar Gateway coinvolge in prima linea l’azienda torinese Thales alenia space che ha già realizzato il primo modulo abitativo, battezzato HALO, destinato a ospitare i viaggiatori nello spazio. Prima per tornare sulla Luna, poi per approdare su Marte.

Il comparto dell’aerospazio cresce a una velocità che sta sorprendendo gli stessi addetti ai lavori. Secondo i dati della Regione, in Piemonte comprende 450 aziende e 35 mila addetti. Non si può più parlare di fenomeno di nicchia, ma di un ecosistema industriale che potrebbe ridefinire il futuro della città.

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La nascita di una nuova filiera

Torino oggi ospita alcuni tra i soggetti più rilevanti dell’industria spaziale europea. Thales alenia space, leader mondiale nella produzione di moduli pressurizzati per lo spazio abitato; Leonardo, presente con attività aeronautiche e sistemi avanzati; Argotec, azienda giovane ma già protagonista del mercato dei microsatelliti; ALTEC, il centro di logistica spaziale e controllo missioni dell’Agenzia spaziale italiana (ASI).

Attorno ai grandi nomi si muove una rete di piccole e medie imprese che producono componenti meccanici, sistemi di controllo, software e materiali avanzati. È una filiera che sta parlando un linguaggio nuovo, ma che affonda le radici nelle competenze storiche: la meccanica di precisione, l’elettronica, la robotica, le lavorazioni speciali. Sono tutti elementi che, sommati, permettono a Torino di esercitare una funzione che va oltre la semplice produzione: diventare un nodo strategico delle missioni internazionali.

«È un settore che sta esplodendo, sta acquisendo tantissime commesse in giro per il mondo», ha commentato il sindaco Stefano Lo Russo. In effetti, negli ultimi cinque anni, nel Torinese si stima una media di otto nuovi posti di lavoro qualificati al giorno, frutto soprattutto dell’impulso generato dalla crescita tech e dall’aerospaziale. Un dato in controtendenza rispetto alla stagnazione di altri comparti industriali.

«La Città dell’aerospazio esiste già, non è solo un progetto nel futuro», ha detto al Corriere Torino Giancarlo Mezzanato, vicepresidente di Leonardo. Leonardo ha «4.800 addetti sul territorio piemontese, ha assunto 800 ingegneri negli ultimi due anni e ne assumeremo altrettanti nel prossimo biennio».

Dalla ricerca alla produzione

Il passaggio da settore in crescita a identità urbana richiede una cornice fisica e questa è rappresentata dalla Città dell’aerospazio, progetto nato nei piani regionali e cittadini nel 2023 e attualmente in fase di realizzazione a Torino, nell’area tra corso Marche e corso Francia. Qui, dove fino a pochi anni fa sopravvivevano capannoni dismessi, sorgerà un distretto interamente dedicato alla ricerca, alla produzione avanzata, alla formazione e all’innovazione.

Un progetto da 42 milioni di euro: la prima pietra è stata posata il 28 novembre 2023, in coincidenza con l’Aerospace & defense meeting, la più importante convention italiana dedicata all’industria di settore, che ha festeggiato quest’anno la sua decima edizione.

Il piano generale è suddiviso in 12 sotto-progetti autonomi: oltre 10 mila metri quadrati per laboratori di ricerca e sviluppo; circa 16 mila metri quadrati per incubatori, start-up e piccole e medie imprese; nuovi spazi per test, simulazioni, robotica, materiali avanzati; un centro di trasferimento tecnologico collegato al Politecnico. L’obiettivo è costruire un ecosistema che copra l’intera fascia della lavorazione, “dal design al volo”: un luogo dove formazione universitaria, ricerca applicata e produzione industriale potranno convivere in un unico perimetro. Una scelta che punta a evitare la dispersione tipica della filiera torinese, storicamente distribuita senza un vero baricentro.

Nel 2024 il progetto è entrato nella fase operativa, con i primi cantieri avviati e l’impegno formale dei partner industriali. Nella scorsa primavera è arrivato un riconoscimento politico rilevante: la visita della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, che nell’occasione ha definito la Città dell’aerospazio «un esempio di eccellenza europea». E il Politecnico ha annunciato l’apertura, nel distretto, di un nuovo centro dedicato allo spazio, segnale di un’alleanza strategica tra accademia e imprese. La piena operatività del distretto è prevista attorno al 2028, con un’espansione modulare che dipenderà anche dalla capacità attrattiva nei confronti di nuove aziende e investimenti.

Il modello abitativo per le missioni lunari

La visibilità internazionale del polo torinese cresce – come detto – anche grazie a un altro obiettivo che va oltre il perimetro locale: la costruzione del modulo abitativo lunare del programma Artemis. Thales alenia space ha infatti avviato a Torino lo sviluppo del Multi-purpose habitat, il primo habitat mobile destinato a operare stabilmente sulla superficie lunare. Un veicolo complesso, pensato per ospitare astronauti, condurre esperimenti e resistere a temperature estreme e radiazioni. Si tratta di uno dei progetti più avanzati dell’intero programma Artemis, e colloca Torino al centro della futura esplorazione umana dello spazio. Il Multi-purpose habitat non è un elemento marginale: è il tassello che permetterà di testare sul campo le tecnologie che saranno utilizzate per le missioni verso Marte.

Accanto a questo, ALTEC sta realizzando un centro di simulazione e controllo delle missioni robotiche lunari. Sarà qui che si guideranno rover e sistemi autonomi destinati alla superficie della Luna, riproducendo in laboratorio condizioni ambientali e operative identiche a quelle reali. È un ruolo che finora nessun altro centro europeo ha assunto in modo così completo. La combinazione tra habitat lunare e centro di controllo offre a Torino una posizione rarissima: non solo fabbrica spaziale, ma nodo operativo delle missioni.

Su un altro versante, la stessa Thales alenia space, joint venture tra la francese Thales (67 per cento) e l’italiana Leonardo (33 per cento), ha siglato contratti multipli con l’Agenzia spaziale europea (ESA) per costituire il core team industriale che realizzerà l’elemento di discesa lunare per la missione Argonaut dell’ESA, parte del programma Artemis della NASA che mira a far atterrare gli esseri umani sulla Luna entro il 2028. Il lancio della missione Argonaut è pianificato per il decennio 2030 e trasporterà cargo, infrastrutture e strumenti scientifici sulla superficie lunare.

La transizione dall’automotive richiede riqualificazione, formazione, investimenti, infrastrutture e governance. Il pericolo è che il distretto resti un contenitore, senza generare quell’effetto di “convergenza industriale” che oggi appare necessario. L’assessore regionale alle Attività produttive, Andrea Tronzano, ha parlato di prospettive importanti, anche sul piano occupazionale: «Stiamo lavorando in tutte le direzioni possibili per raddoppiare il numero degli occupati nei prossimi dieci anni, perché siamo consapevoli di dover offrire ai nostri giovani opportunità di lavoro che rispondano alle loro attitudini».

La crescita dell’aerospazio apre diverse prospettive, tra cui l’aumento dell’occupazione tecnica e ingegneristica, l’attrazione di investimenti europei e internazionali e quindi il consolidamento dell’immagine di Torino come capitale tecnologica. Certo, non è un percorso facile. Il piano della Città dell’aerospazio è ambizioso, ma la collaborazione tra grandi, piccole e medie imprese, università e istituzioni per ora è soprattutto sulla carta. Il viaggio verso la Luna e Marte è partito, ma è ancora lungo, e non soltanto in senso letterale.

🎄 Questa puntata di L’Unica Torino termina qui. La prossima settimana L’Unica si prende una piccola pausa. Torneremo mercoledì 31 dicembre. A tutti voi buone feste dalla redazione.

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