Partiti i cantieri della ciclovia Venezia-Torino che attraversa il Monferrato

Oltre 40 chilometri saranno in provincia di Alessandria. Per il sindaco di Casale Emanuele Capra si tratta di una grande opportunità per il turismo sostenibile

Partiti i cantieri della ciclovia Venezia-Torino che attraversa il Monferrato

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C’è un filo che segue il corso del Po e unisce territori, paesaggi e comunità: è la ciclovia VENTO, molto più di una semplice pista ciclabile. Il progetto immagina un grande corridoio di mobilità lenta lungo 700 chilometri di argini, capace di collegare Venezia a Torino attraversando alcuni dei panorami più suggestivi della Pianura Padana.

Ma VENTO non è soltanto un’infrastruttura per chi pedala. È soprattutto una visione di sviluppo per i territori attraversati: un nuovo modo di fare turismo, lento e sostenibile, che secondo le stime del Politecnico di Milano, che ha lanciato il progetto nel 2010, potrebbe generare un indotto annuo di circa 100 milioni di euro e oltre 2.000 nuovi posti di lavoro.

In questo scenario, la provincia di Alessandria e il cuore del Monferrato si trovano al centro della mappa. Qui il tracciato attraversa paesaggi e centri storici di rara bellezza, trasformando il grande fiume in un’opportunità concreta di crescita e valorizzazione del territorio.

I 41 chilometri dell’Alessandrino

Il tratto che interessa direttamente il territorio monferrino è un percorso di circa 41 chilometri che si snoda quasi interamente in provincia di Alessandria, toccando i comuni di Morano sul Po, Coniolo, Casale Monferrato, Frassineto Po, Valmacca, Pomaro Monferrato, Bozzole e Valenza. È importante sottolineare che la realizzazione di un’opera di tale portata non ricade sotto la gestione diretta dei singoli enti locali, ma segue una governance complessa e centralizzata.

La mappa è consultabile a questo link – Fonte: VENTO

Il progetto VENTO, infatti, è stato recepito dal governo all’interno del Sistema nazionale delle ciclovie turistiche (SNCT). La richiesta e lo stanziamento dei fondi avvengono quindi a livello ministeriale: per questo specifico lotto, le risorse ammontano a oltre 9,3 milioni di euro e provengono dai fondi del PNRR.

«Il PNRR ha dato lo sblocco definitivo all’avvio dei lavori; è stata un’opportunità di finanziamento mai avuta prima, con una finalità votata proprio a creare migliori interconnessioni tra i territori», ha detto a L’Unica il sindaco di Casale, Emanuele Capra. «Si tratta di una partita che non gestiamo noi direttamente, ma che è affidata ad AIPo proprio perché costruita sull’asta del fiume Po. Un’opera che riguarda centinaia di comuni sarebbe stata difficilissima da gestire diversamente».

Il coordinamento e l’attuazione pratica dell’opera sono affidati all’Agenzia interregionale per il fiume Po (AIPo). Come soggetto attuatore principale, AIPo gestisce circa il 68 per cento dell’intera ciclovia a livello nazionale, occupandosi dei bandi di gara e dell’appalto dei lavori a ditte specializzate. Il ruolo dei Comuni, come quello di Casale Monferrato, è dunque di supporto e confronto sulle soluzioni tecniche da adottare nei centri abitati, ma la responsabilità della cantierizzazione e del rispetto dei tempi (fissati entro la fine di giugno 2026) resta in capo all’agenzia interregionale.

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I cantieri a Casale

Attualmente Casale è al centro di importanti interventi infrastrutturali che dovranno concludersi entro la fine di giugno 2026 per rispettare i vincoli imposti dai finanziamenti PNRR. I lavori non riguardano soltanto il consolidamento dei tratti lungo il fiume, ma anche la posa di una nuova pavimentazione specifica, scelta di volta in volta in base alle caratteristiche del terreno e alle esigenze ambientali delle diverse aree attraversate.

Uno dei nodi principali riguarda l’accessibilità all’imbarcadero di Lungo Po Gramsci, il punto di accesso al fiume. «Sono in corso i lavori perché le pendenze del vecchio accesso non erano a norma di legge – ha spiegato il sindaco –. Verrà realizzata una nuova rampa con una pendenza più dolce, così da permettere alle biciclette e anche alle persone con diverse abilità di transitare con maggiore facilità».

Un’altra sfida tecnica riguarda il ponte sul Po. Per evitare i costi molto elevati di una nuova corsia dedicata alle biciclette, il progetto prevede l’allargamento del percorso esistente attraverso una struttura leggera aggiuntiva. Il tracciato della ciclovia entra in città dalla cosiddetta “strada vecchia”, sull’argine lato Morano, ma subisce una sorta di interruzione tecnica proprio in corrispondenza del ponte. Per attraversarlo e raggiungere l’altra sponda del fiume, i ciclisti utilizzeranno quindi il percorso allargato sul ponte, per poi riprendere la ciclovia sul vecchio Lungo Po Gramsci.

Una volta superato il ponte, il percorso scende nell’area golenale, cioè la fascia di terreno naturale tra il fiume e l’argine. Qui la ciclovia passa sotto il ponte ferroviario e, poco dopo, una nuova rampa di raccordo permette di risalire alla sommità dell’argine che protegge il territorio dalle piene, per proseguire verso Est. In questo tratto urbano l’amministrazione ha previsto una forte integrazione con la viabilità cittadina.

Infine, i lavori gestiti da AIPo prevedono che nel tratto tra Casale e Frassineto Po, dove l’argine si interrompe, la ciclovia segua per un tratto il meandro del fiume, cioè una delle grandi curve naturali che il Po disegna nel suo corso. Qui il percorso utilizzerà sentieri e tracce già esistenti all’interno dell’area golenale, prima di risalire definitivamente sul rilevato arginale in prossimità del centro abitato di Frassineto.

Il viaggio lungo il Po

Il tracciato in provincia di Alessandria è un mosaico di biodiversità e storia. Partendo da Ovest, il percorso entra in territorio alessandrino a Morano sul Po, dove tocca la storica Grangia di Pobietto e il Museo della civiltà risicola, superando la strada provinciale su un sovrappasso già esistente. Da qui, la ciclovia prosegue lungo il rilevato arginale verso Coniolo e si spinge fino al centro urbano di Casale. «La ciclovia attraversa una buona fetta del perimetro della città – ha detto ancora il sindaco Capra –. Per noi è un valore aggiunto non indifferente: finora chi passava da Casale spesso si perdeva perché il percorso non era ben indicato o si snodava su strade sterrate interpoderali. Avere un tracciato continuo è una fonte di ulteriore turismo fluviale e ciclistico».

Uscendo da Casale, il tracciato punta verso Frassineto Po, alternando tratti golenali a percorsi sull’argine maestro. La ciclovia prosegue poi nel comune di Valmacca, attraversando le frazioni di Terre d’Isola e Rivalba. Qui è prevista la realizzazione di una nuova passerella ciclopedonale per superare il torrente Laio/Rotaldo, portando così il percorso verso Pomaro Monferrato. Infine, VENTO attraversa il territorio di Bozzole per concludere questo lotto funzionale a Valenza, la città dell’oro.

Integrazione urbana e servizi

Sebbene l’amministrazione sia pronta a facilitare investimenti privati in strutture ricettive (come già avvenuto per l’ostello alla Ronzone), Capra ammette che la percezione della ciclovia come patrimonio cittadino deve ancora maturare: «Gli investitori ne sentono parlare da talmente tanto tempo che, finché non tastano con mano la percorribilità, nessuno la percepisce come un patrimonio della città. Sarà nostra responsabilità promuoverla quando sarà effettivamente percorribile. La speranza di queste grandi opere è che vengano poi recepite e percepite dalla cittadinanza e non rimangano delle cattedrali nel deserto». La data attesa, se tutto procederà come da programma, è giugno 2026.

VENTO non è soltanto per sportivi, ma è progettata per essere inclusiva (pendenze medie inferiori al 2 per cento) ed è al centro di un sistema che vede oltre 115 stazioni ferroviarie raggiungibili in meno di 6 chilometri dal tracciato. Questo permetterà di attirare i circa 400 mila visitatori all’anno stimati dal Politecnico di Milano, a beneficio di bar, ristoranti e delle numerose aziende agricole del Monferrato.

Con il completamento del tratto alessandrino, il Monferrato si appresta a diventare una tappa imprescindibile della più lunga dorsale cicloturistica d’Italia, trasformando il corso del Po in un volano di sviluppo sostenibile.

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“Questi territori raramente vengono raccontati. Era l’ora che qualcuno se ne interessasse”.

— Eric G.

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