È davvero complicato pagare il pedaggio sulla Asti-Cuneo?
Il sistema Free Flow ha abolito i caselli, ma molti automobilisti lamentano malfunzionamenti e multe non dovute. E il caso è arrivato sul tavolo del ministro Salvini
Alessandra Torta
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È una promessa semplice, quella del Free Flow. Permette di non incappare nei caselli, di non farsi imbottigliare in code interminabili: non ci sono barriere da far alzare, si viaggia a velocità costante, un sensore legge la targa senza che l’auto si fermi, il sistema calcola il pedaggio e l’automobilista paga. Che cosa potrebbe andare storto? In teoria nulla. In pratica qualche problemino c’è.
Sulla A33 Asti-Cuneo la promessa del Free Flow è in vigore dal 1° settembre 2024, quando il pagamento senza barriere è stato attivato sulla tratta tra Asti e Alba. Ma due anni più tardi il sistema è già arrivato in Parlamento. Ad accompagnarlo con un’interrogazione scritta al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini – ancora senza risposta – sono state le numerose segnalazioni di automobilisti che hanno denunciato difficoltà nel pagamento, addebiti doppi, targhe lette male e, alla fine del percorso, multe per pedaggi che erano convinti di aver già saldato.