“Voglio portare la diversità a teatro”
L’Unica intervista Princess Bangura, direttrice artistica junior del Teatro Nazionale di Genova: «Portare in scena qualcuno che “fa l’attore” non mi interessa»
Erica Manna
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Da questa settimana apriamo uno spazio per le realtà del territorio. Per iniziare, lo offriamo gratuitamente alle associazioni e agli enti del terzo settore della provincia: un modo per far conoscere chi si impegna al servizio della comunità.
Quello che manca al teatro italiano è il rischio. «La drammaturgia che vedo in scena mi sembra troppo tradizionale, anche se ne riconosco la bellezza. Io sto cercando qualcosa di diverso: un nuovo modo di stare in scena, di recitare, di esistere sul palco. Non qualcosa che riguardi solo imparare le battute, dirle e recitarle». C’è il corpo, c’è l’identità, c’è la forza potente del rituale, c’è anche lo studio del voodoo al centro della ricerca di Princess Isatu Hassan Bangura: una stratificazione di culture che lei incarna con la sua stessa storia.
Classe ‘96, quando aveva 13 anni Bangura è fuggita con la famiglia dalla Sierra Leone sconvolta dalla guerra civile e si è trasferita a Maastricht. Il suo presente è a Genova, dove è stata scelta come direttrice artistica junior del Teatro Nazionale, una tra le sei artiste e artisti under 35 in Italia che affiancheranno i direttori dei sei teatri nazionali, ovvero quello di Genova, il Teatro Stabile di Torino, il Teatro Stabile del Veneto, ERT-Emilia Romagna, Teatro di Roma e Teatro di Napoli.
Una novità introdotta con un decreto del 2024, che definisce le linee guida sui criteri e modalità di assegnazione dei contributi allo spettacolo dal vivo per il triennio 2025-27. Obiettivo dichiarato: favorire il ricambio generazionale. Anche se, sull’idea che ci sia qualcuno dall’alto a concedere opportunità, Princess Isatu Hassan Bangura è netta: «Puoi aspettare che le persone ti dicano di sì, puoi aspettare che una porta si apra. Oppure puoi costruirti la tua porta, la tua chiave. Aprirla da sola e attraversarla», ha detto a L’Unica.
Bangura sarà in scena al Teatro Nazionale di Genova, in sala Mercato, dal 13 al 18 ottobre con “Blinded by Sight. The Body That Knows Before the Eyes”: presentata in forma di studio lo scorso anno alla Biennale di Venezia diretta da Willem Dafoe, la performance esplora la caduta di Edipo. In scena, un’indagine viscerale sul destino e il libero arbitrio, l’intuizione e la cecità, il crimine e la colpa, la punizione e l’insopportabile peso della conoscenza. Con l’artista a guidare il pubblico in una discesa nelle conseguenze della verità: indagando la vista non come funzione fisica, ma come condizione politica e spirituale. Chi ha il diritto di vedere? Chi è costretto a vedere? E qual è il prezzo da pagare?