A Valenza è finita l’era di Oddone

Il centrodestra non ricandida il sindaco uscente, che saluta con un pesce d’aprile: «Vado con Vannacci». Il centrosinistra va al voto con due candidati contrapposti

A Valenza è finita l’era di Oddone
Uno scorcio di Valenza – Foto: Wikimedia Commons

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Nell’intricatissima storia delle candidature per le elezioni comunali di Valenza, caratterizzata da una lunga tensione nel centrodestra, ci mancava lo scherzo del pesce d’aprile. Un messaggio pubblicato da Radio Gold, emittente molto seguita in provincia, ha portato il leghististissimo Maurizio Oddone su un fronte inedito: un audio in cui lo stesso Oddone diceva (o sembrava dire, in tempi di intelligenza artificiale non si sa mai) di essersi ricandidato «con due membri della giunta per la lista di Futuro nazionale e Democrazia sovrana e popolare».

Oddone con Vannacci. La natura goliardica era evidente fin dalla presentazione, ricca di indizi: «Oddone agita le acque», «in un clima elettorale tempestoso», «in mezzo a un mare di candidati», «per non rimanere impigliato nella rete dei partiti». Eppure, nonostante il leader dei vannacciani alessandrini Evaldo Pavanello avesse già annunciato l’intenzione di non correre a Valenza per il «troppo caos nel centrodestra», stando ai commenti sui social qualcuno – almeno per un attimo – ci ha creduto. Gli ultimi mesi, d’altra parte, hanno provato che a Valenza può davvero succedere di tutto.

Quando ormai le fila delle trattative – che dovrebbero aver incoronato l’ex commissario di polizia Alberto Bonzano, nell’ultimo incarico dirigente a Casale – erano alle strette conclusive, Oddone sembrava non aver ancora mollato la presa. «Noi abbiamo fatto tutto quello che era compreso nel nostro programma di governo», ha detto presentando la relazione di fine mandato, il 30 marzo, in una seduta in cui L’Unica era presente. «Valenza è una città diversa da come l’abbiamo trovata: la sinistra avrà problemi a fare la sua campagna elettorale, perché noi abbiamo già fatto tutto quello che serviva».

Il sindaco: non sono uno yes man

La ricandidatura? «Sono le segreterie provinciali a essere contro di me: persone che non conoscono Valenza, e cercano di decidere chi si deve candidare in questa città», ha insistito Oddone. E poi: «Sono stato trattato in modo irrispettoso e maleducato». E ancora: «Non sono uno yes man e non cedo ai ricatti. Fare un passo indietro? Io lavoro per l’unità del centrodestra, ma ci devono essere delle condivisioni. Noi non abbiamo posto veti».

I veti, però, li avevano messi gli alleati. In particolare Federico Riboldi, vicesegretario provinciale di Fratelli d’Italia e assessore regionale alla Sanità, che non ha mai perdonato a Oddone la brutale rimozione, in agosto, dell’assessore al Bilancio Luca Merlino. Una decisione mal digerita a livello regionale: «A soli otto mesi dalle elezioni, questa mossa appare quantomeno poco strategica e suscita non poche perplessità», aveva detto Silvia Raiteri, consigliera regionale e coordinatrice del partito a Valenza. «In sostanza Fratelli d’Italia è stata collocata fuori dalla maggioranza dalle decisioni del sindaco Oddone, e si appresta a svolgere un ruolo di controllo attento e responsabile, in coerenza con i propri princìpi e con il proprio impegno verso i cittadini».

Da allora i rapporti non si erano mai sanati. E non erano i soli a essersi incrinati: nonostante l’elogio dei risultati enunciato da Oddone, infatti, che le relazioni all’interno della sua giunta non siano proprio idilliache lo ha dimostrato anche il linguaggio non verbale. Durante la conferenza stampa conclusiva, l’assessora alla Cultura Alessia Renza Zaio e il vicesindaco Luca Rossi (entrambi di Forza Italia) non si sono mai rivolti neppure uno sguardo. E sono i due assessori che hanno ereditato gran parte delle deleghe dei colleghi dimessi o fatti dimettere da Oddone.

L’inizio della fine

La giunta di Maurizio Oddone è andata sfaldandosi mese dopo mese, e il carattere non facile del sindaco ha contribuito non poco alla crisi. Tutto era cominciato con il giallo del diserbante sparso dagli operai comunali, accusato di aver avvelenato e ucciso Rino e Lara, due poveri cani meticci. Oddone aveva convocato l’assessore all’Ambiente Paolo Patrucco, leghista considerato fino a quel momento uno dei suoi fedelissimi, e gli aveva revocato la delega sui due piedi, senza alcuna certezza sull’accaduto (che le analisi avrebbero smentito più avanti), e soprattutto senza nessuna telefonata preventiva ai vertici del partito.

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La cacciata di Patrucco aveva scatenato una reazione a catena. Il primo a stracciare la tessera era stato il segretario cittadino della Lega, Massimo Ravizzola, che aveva attaccato frontalmente il primo cittadino, accusandolo di «superficialità e arroganza». A ruota se n’erano andati dal partito lo stesso Patrucco e tre consiglieri comunali: Laura Barbi, Alessandro De Angelis (fresco di tessera dopo un passato tra Forza Italia e Fratelli d’Italia) e Guido Capuzzo. Proprio Capuzzo, giovane e fino a quel momento fervente militante della Lega, si sarebbe trasformato in una delle spine più dolorose nel fianco di Oddone. In poco più di un anno la Lega valenzana si è letteralmente “slegata”, perdendo pezzi importanti sia in giunta che in consiglio.

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La sinistra marcia divisa

Se il centrodestra ha faticato non poco a tenere insieme i suoi, il fronte dell’opposizione ci ha definitivamente rinunciato. La corsa alle elezioni amministrative del 24 e 25 maggio si presenta così più affollata e imprevedibile del previsto, con tre candidati già in campo e possibili sorprese dell’ultima ora.

Luca Ballerini, il cardiologo che nel 2020 arrivò al ballottaggio contro Oddone (perdendo per un soffio, appena 13 voti), ha deciso di rompere con il Partito democratico e di correre da solo con una propria lista civica di stampo centrista. Il 18 marzo è stata presentata ufficialmente la lista “Centro riformista per Ballerini sindaco”, sostenuta anche da altre due civiche, Valenza futura e Valenza bene comune (che già lo avevano sostenuto nel 2020), oltre all’area che fa capo a Italia viva, Azione e Moderati. Con lui anche Gianluca Barbero, sindaco PD dal 2015 al 2020.

«Siamo partiti ufficialmente con la campagna elettorale che mi auguro sarà partecipata e costruttiva», ha scritto Ballerini sui social. «Sarà un periodo intenso ma emozionante, parlare con molte persone e conoscerne molte nuove, è comunque motivo di crescita. I confronti con i cittadini saranno spunto di idee da portare a sintesi nella costruzione della Valenza dei prossimi anni».

Fonte: Facebook

Il medico ha sottolineato in un altro post il carattere apartitico della sua proposta: «È un gruppo di cittadini che si presenta a una competizione elettorale senza essere espressione diretta di un partito, ma focalizzandosi sulla gestione pratica della cosa pubblica. Una lista civica è il battito del cuore di una comunità che decide di prendersi cura di se stessa, al di là delle grandi bandiere dei partiti. Si mettono da parte ideologie astratte per concentrarsi sulle strade, sul lavoro, sulle scuole e sulle piazze che viviamo ogni giorno».

Nel frattempo, il Partito democratico ha scelto la sua candidata: Marilena Griva, maestra elementare con delega alla scuola in provincia, consigliera comunale uscente, già vicesindaca nella giunta guidata da Gianni Raselli (2005-2020). La sua presentazione, avvenuta proprio nel giorno della relazione di fine mandato di Oddone, ha riempito il centro comunale di cultura. Nei giorni precedenti Griva aveva battuto i mercati e le piazze, in stile old school ma con un occhio attento ai social.

La coalizione che la sostiene è ampia ma non più unitaria: PD, Alleanza verdi-sinistra, la lista civica guidata da Ermes Gatti e il sostegno esterno del Movimento 5 stelle. Nel suo intervento di presentazione, Griva ha detto che occorre «una visione per una città in movimento come Valenza», puntando su un nuovo piano regolatore, spazi di aggregazione per i giovani, valorizzazione del paesaggio e cura delle aree verdi. Particolare attenzione verrà riservata alle famiglie e al sostegno alla genitorialità. Se eletta, tra l’altro, la candidata del PD sarebbe la prima sindaca nella storia di Valenza: «Le donne capiranno questa mia sfida. Ne ho conosciute tante che, in silenzio, hanno fatto grande Valenza, faticando ad affermarsi».

Quanto alla frattura nell’opposizione e sulla candidatura di Ballerini, Griva ha mantenuto toni rispettosi ma fermi: «Con i riformisti abbiamo lavorato fino all’ultimo per un percorso ampio e condiviso», ha detto. «Abbiamo cercato in tutti i modi di restare uniti. Hanno fatto una scelta diversa che rispettiamo. Cosa succederà al ballottaggio? Per ora credo sia prematuro parlarne. Ora lavoriamo sul programma: penso di avere una coalizione forte, rappresentata da partiti di centrosinistra e da un elevato civismo».

Sull’appoggio dell’ex sindaco Barbero a Ballerini, infine, la candidata del PD ha tagliato corto: «Rispettiamo chi ha scelto strade diverse, ma il PD è unito e compatto ed è pienamente convinto delle scelte compiute».

Verso il voto con poche certezze

Il quadro che emerge è quello di un centrosinistra spaccato in due anime: una più tradizionale, ancorata ai partiti e alle esperienze di governo passate, e una civico-riformista che guarda al centro e punta sull’esperienza amministrativa concreta senza etichette pesanti. Ballerini, che in consiglio è stato tra i più agguerriti critici di Oddone, spesso in tandem con ex leghisti come Capuzzo, punta a intercettare l’elettorato moderato e deluso da entrambi gli schieramenti principali.

Resta da vedere se al ballottaggio – eventualità tutt’altro che remota – si potrà ricucire lo strappo tra Griva e Ballerini, o se la ferita resterà aperta. Per ora entrambi lavorano sui rispettivi programmi e sulla costruzione di un consenso dal basso. Il centrosinistra, che nel 2020 sfiorò la vittoria, si presenta diviso, mentre il centrodestra, al di là della candidatura, deve trovare una sintesi interna.

La campagna elettorale valenzana promette scintille. Tra piazze, mercati, social e confronti diretti, i cittadini saranno chiamati a scegliere non solo tra persone, ma tra visioni diverse di cosa debba essere la città dell’oro nei prossimi cinque anni.

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