Valenza, l’ultimo guaio del sindaco è un peluche irriverente
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L’ultima puntata del travagliato rapporto tra il leghista Maurizio Oddone e la sua maggioranza e con la città di cui è sindaco, Valenza, si è colorato di rosa: il colore dei peluche comparsi in un gioco accanto alla pista di pattinaggio di piazza Gramsci, luogo frequentatissimo dalle famiglie con bambini. E non si tratta di gnomi, orsetti o altri personaggi tipici del Natale. I peluche rosa di Valenza sono indiscutibilmente falli, e che c’entrino poco con le feste lo capiscono anche quei bambini che – attratti dal gioco, una morsa manovrata dall’esterno che consente di portarsi via gli oggetti che si riescono ad accalappiare – finiscono per fare innocenti domande agli imbarazzatissimi genitori.
Com’era era prevedibile, la vicenda ha attirato più di un commento tra il divertito e lo sconcertato. E non è mancato chi l’ha buttata in politica. Anche perché, a Valenza, la politica era riuscita a litigare anche sul Natale. A fine novembre, infatti, il sindaco e l’assessora Alessia Zaio avevano diffuso un comunicato dai toni funesti sulle feste in arrivo: «A oggi non è possibile presentare il programma degli eventi natalizi previsti per il prossimo dicembre, peraltro già pronto e definito, a seguito della mancata ratifica della delibera di Giunta in Consiglio comunale». A votare contro, oltre al centrosinistra, anche i rappresentanti di Fratelli d’Italia, perché se a Roma i rapporti tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini sono a volte un po’ stiracchiati, a Valenza tra il sindaco leghista e buona parte della sua maggioranza è guerra aperta da mesi.
Il sindaco: va tutto bene
«Potremmo usare una frase da cartoni animati per dire, simpaticamente, che ci hanno rubato il Natale», commentava il sindaco dopo il no degli alleati al suo piano di festeggiamenti. Mentre l’assessora Alessia Zaio lasciava aperta una speranza: «Mi impegno personalmente, a nome del sindaco e dei consiglieri Alessandro Deangelis e Giuseppe Gatti [gli unici a votare a favore della delibera, ndr] a trovare, in qualche modo, i fondi e le risorse per poter dare alla città il giusto Natale, soprattutto ai bambini».
Per questo la bagarre sul piccolo scandalo dei peluche è finita in Consiglio. E non per iniziativa del centrosinistra. È stato infatti il consigliere Guido Capuzzo, ex leghista (a inizio legislatura era capogruppo in Comune), a presentare ufficialmente una domanda di accesso agli atti, per sapere se il “gioco” che metteva in palio i falli di peluche era stato pagato con i soldi pubblici.
Un nuovo capitolo di uno scontro politico che riserva sempre nuove sorprese. Eppure, quando L’Unica ha chiesto al sindaco Oddone se ci fossero problemi di tenuta nella Giunta che governa la città, si è sentita rispondere che «tutto va bene». Le ripetute astensioni di una consistente parte della maggioranza nelle votazioni in Comune sarebbero «poca cosa», limitata alla ratifica di qualche delibera. Anche le dichiarazioni ufficiali degli alleati puntano a minimizzare le tensioni. «Noi agiremo nel solco dell’unità nazionale», ha detto a L’Unica Alessandro Traverso, responsabile di Fratelli d’Italia nel capoluogo ma vicinissimo a Valenza sia per motivi professionali sia per il suo ruolo di presidente del FOR.AL, il consorzio per la formazione che ha la sua sede nella città dell’oro.
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Lo scontro sui dipendenti comunali
A fine novembre, intanto, Oddone si è infilato in una nuova bufera, decidendo di rinviare l’aumento sul salario dei dipendenti comunali previsto dal decreto sulla pubblica amministrazione, emanato con l’intento di adeguare gli stipendi degli enti locali a quelli dei ministeri. I soldi per i dipendenti di Valenza (un fondo da 40 mila euro) erano stati destinati a manutenzioni urgenti e alla potatura degli alberi. «Capisco il malumore ma io devo accontentare i cittadini valenzani. È una scelta impopolare che dimostra evidentemente che non agisco con la volontà di fare campagna elettorale», aveva spiegato il sindaco. A dicembre, nel preventivo di bilancio, il fondo sarà messo al suo posto, e l’aumento arriverà. Si tratta di un sacrificio di due mesi».
Era l’inizio di un pesante scambio di accuse con i sindacati e con l’opposizione: il centrosinistra parlava di «scelte scellerate» sulla pelle dei lavoratori, «sacrificati sull’altare della visibilità elettorale». Oddone rispondeva parlando di «sciacallaggio» e «speculazioni strumentali». Era anche l’inizio di un balletto di cifre: il sindaco prima ripristinava il fondo dimezzandolo a 20 mila euro, poi lo riportava alla cifra originaria. A questo punto però erano i sindacati a rifiutare l’accordo, che in concreto avrebbe portato a un aumento di 7 euro al mese. La trattativa è proseguita fino al 15 dicembre, quando in assemblea la proposta del sindaco è stata accettata. L’accordo sarà firmato mercoledì 17. «È chiaro che è soltanto un punto di partenza», ha detto a L’Unica Ivo Righini, segretario alessandrino di UIL-FPL. «È importante che Oddone abbia riconosciuto la necessità di politiche serie per il personale. I problemi restano, ma potrebbe aprirsi una nuova stagione».
Gli ex alleati: la frattura è insanabile
Nonostante tutto, il sindaco ha detto più volte di volersi ricandidare alle elezioni del 2026. Su questo tema Fratelli d’Italia non pare troppo d’accordo: «Stiamo ancora valutando, ma andremo uniti e vinceremo di nuovo, anche perché non mi sembra che il centrosinistra sia così agguerrito», ha spiegato Traverso. Parole prudenti, che stridono con le dichiarazioni più nette di Silvia Raiteri, segretaria cittadina di Fratelli d’Italia. «Non siamo disponibili a sostenerlo – ha detto a La Stampa –. Restiamo però pronti a costruire una candidatura unitaria nel centrodestra, valorizzando tutte le sue componenti, con l’obiettivo di ricompattarci e di vincere grazie a un progetto politico moderno e allineato ai valori della coalizione».
Secondo Raiteri, tra sindaco e Fratelli d’Italia c’è una «frattura insanabile». E ancora più netti sono gli sfoghi che L’Unica ha raccolto a Valenza, tra esponenti di Fratelli d’Italia che chiedono l’anonimato: «Il comportamento del sindaco ci ha stufato – hanno confidato –. E alcuni tra noi pensano che sarebbe meglio presentarci da soli alle prossime elezioni, con un candidato nostro».
Tra una lite e una polemica, la Giunta valenzana si è ridotta a quattro persone, una delle quali è il sindaco. I tre assessori superstiti si dividono un numero spropositato di deleghe: il vicesindaco Luca Rossi (Forza Italia) si occupa di urbanistica, industria, artigianato, lavoro, formazione, Unesco, rapporti con le università e rapporti con il Consiglio comunale; Alessia Zaio (Forza Italia) di istruzione, commercio, turismo, manifestazioni e beni culturali; Rossella Gatti (Lega) di politiche sociali, welfare animale, associazionismo, volontariato, famiglia, casa e pari opportunità.
Come si è arrivati a questo punto? Riavvolgiamo il nastro: i problemi sono cominciati la scorsa primavera quando – come ha raccontato L’Unica – alcuni cani si erano sentiti male a causa di un diserbante usato in città. Oddone aveva reagito esautorando l’assessore all’Ambiente, Paolo Patrucco, anche lui leghista.
Patrucco avrebbe lasciato la Lega, seguito dai consiglieri comunali Laura Barbi, Alessandro De Angelis (appena tesserato dopo un passato in Forza Italia e Fratelli d’Italia) e Guido Capuzzo. Quest’ultimo, giovane e fervente militante della Lega, si sarebbe trasformato in un feroce avversario del sindaco: da quel giorno non gli avrebbe più fatto passare nulla, come dimostra la vicenda del “gioco” in piazza Gramsci.
Qualche mese dopo, l’addio di Fratelli d’Italia, provocato dal “licenziamento” di un altro assessore: Luca Merlino, responsabile di bilancio, società partecipate, sport, politiche giovanili, personale e informatizzazione. Oddone non aprì a un rimpasto: Merlino non sarebbe stato sostituito, le sue deleghe sarebbero rimaste in capo al sindaco. «Nell’ottica di dar seguito al cambio di passo intrapreso mesi fa – era stata l’unica spiegazione – si rendono necessarie politiche sul bilancio più pro-attive e azioni concrete a supporto delle attività della Giunta e dell’amministrazione per raggiungere gli obiettivi che ci siamo proposti».
Parole che suonarono come una dichiarazione di guerra. «Fratelli d’Italia è stata collocata fuori dalla maggioranza dalle decisioni del sindaco Oddone – dissero dal coordinamento provinciale del partito – e si appresta a svolgere un ruolo di controllo attento e responsabile, in coerenza con i propri principi e con il proprio impegno verso i cittadini». Era l’annuncio di un appoggio esterno che, nel giro di pochi mesi, sarebbe diventato sempre meno “appoggio” e sempre più “esterno”.
L’opposizione
Di fronte a questa guerra intestina al centrodestra, l’opposizione aspetta il ritorno alle urne. Luca Ballerini, l’esponente del Partito Democratico che alle elezioni del 2020 era stato battuto da Oddone in un ballottaggio da fotofinish (23 voti di margine), con L’Unica si limita a dire: «Va sempre peggio, da mesi non è cambiato nulla: tutto è solo peggiorato». Sui social, era stato più incisivo: «Per i lampioni è colpa delle ditte, per gli asfalti è colpa dei dirigenti, per i cani è colpa dell’ex assessore Patrucco, per le guerre sul pianeta terra (e non solo) è colpa dell’ex assessore Merlino, per le mancate manutenzioni è colpa dei dipendenti che richiedono il dovuto adeguamento stipendiale e sottraggono risorse, per le manifestazioni di Natale è colpa di Fratelli d’Italia, per tutto il resto è colpa di chi c’era prima, e possiamo andare avanti fino a domani». Poi la stoccata finale: «Ma dopo cinque anni dire: “Gente, ci abbiamo provato ma non è il nostro oppure ammettere gli errori no, vero? [Sarebbe] troppo intelligente, avete ragione. Auguri a tutti. E non di Natale».
🎄 Questa puntata di L’Unica Alessandria termina qui. La prossima settimana L’Unica si prende una piccola pausa. Torneremo martedì 30 dicembre. A tutti voi buone feste dalla redazione.
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