La bicicletta da mezzo di trasporto a “sistema” economico
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Nel Cuneese il mondo che ruota intorno alla bicicletta prova da anni a diventare un sistema che coinvolge mobilità urbana, turismo, occupazione e infrastrutture. Si sono fatti passi importanti, ma soprattutto sul piano delle strade e della sicurezza c’è ancora molto da fare.
Gli eventi in crescita
Il Cuneo bike festival, arrivato alla quinta edizione, ogni anno coinvolge sempre più pubblico. Il cicloturismo è in crescita dal punto di vista industriale e promozionale, sulla base di un patrimonio ambientale di meravigliose vallate che sembra fatto apposta per essere attraversato e apprezzato sui pedali. Ma c’è un problema: le strade della Granda, per come sono state concepite e poi gestite negli anni, spesso non sono fatte per la bicicletta. Non è un’impressione: è una contraddizione strutturale che rischia di frenare un’economia emergente e di trasformare la “cultura della bici” in un hobby da weekend.
Il Festival sta diventando il “manifesto” di questa vocazione ancora in cerca di un riconoscimento definitivamente diffuso. Intanto i numeri raccontano la realtà di una manifestazione ormai matura: nel 2024 il villaggio dell’evento ha contato 14.600 passaggi in piazza Galimberti e 1.600 partecipanti agli incontri, con oltre mille studenti coinvolti. Nel 2025, tra il 18 e il 22 settembre, i passaggi sono saliti a 18.300, con ancora 1.600 partecipanti ai talk. Sono indicatori di una domanda reale: la bici interessa, mobilita, porta persone e attenzione. E soprattutto aggrega mondi diversi: sportivi, famiglie, industria, mobilità urbana, turismo.
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Gli incentivi per i residenti: l’esperienza dei CO₂ coin
Un festival così, in una provincia come Cuneo, non “capita” casualmente: si appoggia su un terreno già fertile. Questo terreno è fatto anche di politiche locali. Il primo esempio concreto è il Bike to work, progetto di grande successo in Svizzera che in Italia si sta diffondendo in varie regioni con l’obiettivo di offrire incentivi a chi va al lavoro pedalando. In Piemonte prevede anche incentivi per l’acquisto delle biciclette e, in particolare, a Cuneo ha trovato piena realizzazione grazie alle politiche del Comune che con i “CO₂ coin” – la moneta virtuale che consente di convertire i chilometri percorsi in bicicletta in buoni acquisto – punta a incentivare gli spostamenti casa-lavoro in bici applicando un meccanismo semplice e misurabile.
La conversione è chiara: un chilometro pedalato vale 20 CO₂ coin, pari a 20 centesimi di euro. La moneta virtuale è poi spendibile nei negozi aderenti. L’obiettivo dichiarato è ridurre emissioni e sostenere il commercio di prossimità. Lo scorso 12 settembre è stato anche celebrato il “Bike to work day”con colazione offerta a tutti coloro che sono andati al lavoro in bici: nella centralissima piazza Galimberti è stato aperto uno stand dove sono stati serviti caffè e brioche. «Un’iniziativa nata per premiare in modo concreto chi sceglie la bicicletta negli spostamenti casa-lavoro», ha detto Luca Pellegrino, assessore alla Mobilità del Comune di Cuneo, in occasione della presentazione del progetto Bike to Work. «Con i CO₂ coin riconosciamo un beneficio ambientale che diventa anche economico, a sostegno del commercio locale».
L’invasione dei cicloturisti
In un’area che vanta la bellezza delle Langhe, il cicloturismo non può che coprire un ruolo fondamentale. A livello nazionale i numeri del cicloturismo sono esplosi: il rapporto redatto dall’Istituto nazionale ricerche turistiche (ISNART) e Legambiente ha stimato in 89 milioni le presenze cicloturistiche nel 2024 (più 54 per cento rispetto all’anno precedente) con un impatto di 9,8 miliardi di euro. Sono cifre che spostano la discussione: il cicloturismo non è un fenomeno passeggero dettato dalla moda del momento, ma rappresenta una parte consistente del mercato turistico italiano. Dentro questa onda lunga si colloca il territorio cuneese che – tra le colline e le valli ai piedi delle catene montuose – presenta un vantaggio competitivo naturale: paesaggi riconoscibili, enogastronomia, un’offerta estiva che può integrarsi con quella invernale.
Non a caso, tra Alba e Canelli è stato da poco presentato un progetto di ciclovia nel cuore dell’area UNESCO: un percorso di circa 35 chilometri, con stime ambiziose di utenza e un investimento importante. «Con la ciclovia delle colline UNESCO e con l’intero programma regionale sulla mobilità ciclistica, il Piemonte compie un salto di qualità senza precedenti», ha commentato Alberto Cirio, presidente della Regione, nel giorno dell’annuncio. La Regione ha investito risorse «importanti e strutturate sulle piste ciclabili e sulla mobilità sostenibile: risorse destinate a infrastrutture vere, sicure e durature, capaci di servire il turismo ma anche la mobilità quotidiana di cittadini, studenti e lavoratori. Il Piemonte sta dimostrando che investire sulla mobilità sostenibile significa investire sulla qualità della vita, sull’economia e sull’identità dei luoghi».
Ma il Cuneese non è soltanto un territorio da attraversare in bicicletta, è anche un territorio che produce biciclette. La Denver di Dronero è un brand noto nel mondo bici ed e-bike, nata nel 1995 come bottega artigianale e su cui recentemente ha investito un fondo americano. Dai dati aziendali pubblici emergono numeri importanti per una realtà di provincia: il fatturato supera i 50 milioni di euro, con oltre 70 dipendenti.
Sul territorio, oltre alla Denver, sono da citare anche le cuneesi Cbt Italia, Lucchino Biciclette, Officine Mattio e Telai Olagnero di Roccabruna, Dino Bikes di Borgo San Dalmazzo e Montana Bike di Magliano Alpi. La bici intercetta anche meccanica, logistica, retail, eventi, hospitality. Il Piemonte, negli ultimi anni, ha ospitato le tre corse ciclistiche più importanti al mondo: il Giro di Italia, il Tour de France e la Vuelta a España. Tre occasioni di promozione turistica.
Le strade e la sicurezza
In questo contesto, il cicloturista, l’utente urbano e il pendolare chiedono maggior sicurezza: attraversamenti, segnaletica, moderazione della velocità, connessioni tra quartieri e direttrici. In altre parole: chiedono una rete, non un mosaico. Il tema sicurezza non è ideologico. La verità è che, volendo attraversare in bici le Langhe o pedalare lungo le strade che portano alle montagne, gli sforzi sono resi difficili, se non quasi impossibili, dalle condizioni delle strade. La provincia di Cuneo, come molte aree a forte mobilità automobilistica, conta un numero altissimo di incidenti: nel 2024 i morti sulla strada sono stati 34 (contro i 29 del 2023). Tra gennaio e ottobre del 2025 se sono contati 33. Dati che la stessa Provincia ha definito preoccupanti. Finché il sistema stradale resta progettato “a misura di auto”, la bici continuerà a essere percepita come un rischio più che come un’opportunità.
Tuttavia la consapevolezza cresce. La Regione Piemonte ha rilanciato la mobilità sostenibile con un investimento complessivo di 22 milioni di euro, destinati alle infrastrutture ciclistiche. La rimodulazione del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) 2021-2027, approvata dalla Giunta regionale, ha previsto un incremento delle risorse per il bando “PieMonta in bici: infrastrutture ciclistiche strategiche”. L’iniziativa mira a promuovere la mobilità urbana sostenibile nel quadro della transizione verso un’economia a zero emissioni nette di carbonio, e ha visto aggiungersi ai 4 milioni già assegnati per gli interventi dei Comuni di Cuneo e Vercelli ulteriori 18 milioni di euro immediatamente disponibili per lo scorrimento della graduatoria. Nel Cuneese, Bra riceverà 3 milioni di euro per realizzare una ciclovia di collegamento tra Bra, Roreto di Cherasco e Pollenzo, mentre Borgo San Dalmazzo investirà un milione e 920 mila euro per una pista ciclabile di collegamento con Roccasparvera. Dronero utilizzerà 869 mila euro per la riqualificazione urbana finalizzata all’implementazione della rete ciclabile fra Dronero e Roccabruna, e Saluzzo destinerà 3 milioni alla realizzazione di un tratto di pista ciclabile sulla sede ferroviaria dismessa nel tratto Moretta-Saluzzo.
«La bicicletta oggi non è più solo un prodotto sportivo», ha dichiarato a L’Unica l’amministratore delegato di Denver, Paolo Fontana. «È industria, innovazione e lavoro qualificato. Nel Cuneese esiste una filiera che va dalla progettazione alla produzione e che guarda ai mercati internazionali».
E comunque resta molto da fare per assecondare la crescita del cicloturismo. Vale anche un discorso economico: se il movimento si traduce in miliardi a livello nazionale, e se i territori UNESCO stanno investendo sulle ciclabili considerandole un prodotto turistico, allora la qualità dell’accessibilità diventa un fattore competitivo. Non basta avere un bel panorama: è necessario poterlo attraversare senza rischiare. Da questo punto di vista, Cuneo è ancora in una fase di transizione e non deve perdere di vista il traguardo finale.
Questa puntata di L’Unica Cuneo termina qui. Se ti è piaciuta, condividila! E se pensi che ci sia una storia di cui dovremmo occuparci, faccelo sapere: ci trovi a info@lunica.email.
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