L'Unica Genova

A pranzo nella trattoria dove non si paga

Nei locali che ospitavano un circolo del PSI è nata la Cucina Popolare Genovese: un pranzo gratis per chi è in difficoltà, ma con una modalità diversa dalle mense tradizionali

Roberto Orlando

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A pranzo nella trattoria dove non si paga
Foto di gruppo dei volontari con i due fondatori Aldo Milfa (secondo in piedi da sinistra) e Marco Furnò (penultimo in piedi) – Foto: Roberto Orlando

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«Chi vuole la pasta in bianco?»

Tra la settantina di commensali che siedono alle quattro tavolate nella grande sala dell’ex circolo del PSI Giacomo Matteotti, a Staglieno, si alzano sette mani. Sono le 12:40 e il pranzo così può cominciare.

Alla fine nessuno dovrà pagare e, se vorrà, potrà tornare il giorno dopo, che qui dal martedì al venerdì un pasto caldo lo troverà sempre. Un pranzo gratis per chi si trova in una situazione di difficoltà temporanea, in condizioni di disagio economico, ma più ancora un’occasione per socializzare, per sentirsi parte della comunità.

È così da quattro anni, esattamente dal settembre 2022, quando Aldo Milfa, imprenditore del settore alimentare, si mette in testa di fare qualcosa di utile per chi ha più bisogno. Ma come? Intanto per cominciare, garantire un pasto caldo, magari con una modalità nuova. Ne parla con gli amici, coinvolge persino la suocera, che con una sua amica sarà la prima cuoca di questa trattoria sui generis, e decide di fondare la Cucina Popolare Genovese.

«Tutto nasce da una riflessione: gli affari migliori si fanno con le gambe sotto il tavolo», ha spiegato Milfa a L’Unica. «Allora ho pensato che dare a queste persone la possibilità di mettere le gambe sotto un tavolo, avere un appuntamento quotidiano, prendere un autobus per venire qui, potesse rappresentare un buon affare e soprattutto un’occasione importante di socializzazione. Oggi tutto questo vociare in sala è esattamente quello in cui speravo e per me è motivo di soddisfazione».

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