I cedri di piazza Europa non saranno abbattuti (per ora)

È solo l’ultima novità di un dibattito che va avanti da dieci anni, ma non sarà quella conclusiva: il 25 giugno si terrà l’udienza per la trattazione nel merito della vicenda

I cedri di piazza Europa non saranno abbattuti (per ora)
Piazza Europa – Foto: L’Unica

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Piazza Europa conserverà i suoi cedri, almeno per ora. Con l’ordinanza pubblicata giovedì 5 marzo, il Consiglio di Stato ha accolto l’istanza cautelare presentata dalle associazioni “Di piazza in piazza” e “Comitato SOS cedri”, fermando l’abbattimento previsto nel progetto di riqualificazione. Questa è solo l’ultima novità di uno dei capitoli più controversi della riqualificazione della piazza, che però non si conclude oggi: il 25 giugno 2026 infatti è attesa l’udienza in cui si entrerà nel merito della vicenda.

Una parte dell’ordinanza del Consiglio di Stato

Questa storia è iniziata dieci anni fa: dal 2016 a Cuneo si discute del futuro di piazza Europa. Nel frattempo sono cambiate amministrazioni, equilibri politici e priorità urbane, ma quel progetto è rimasto sul tavolo.

Nel 2016 la giunta guidata dall’allora sindaco Federico Borgna aveva richiesto e poi ottenuto il finanziamento stanziato dal cosiddetto “bando periferie”, il programma straordinario per la riqualificazione urbana promosso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e finanziato con 500 milioni di euro a livello nazionale. L’obiettivo era intervenire su aree considerate fragili o da rigenerare, migliorando la qualità dello spazio pubblico, la sicurezza e i servizi.

Tra gli interventi previsti dall’amministrazione cuneese c’era quello su piazza Europa, poi portato avanti anche dalla giunta guidata dall’attuale sindaca Patrizia Manassero. «Il progetto era partito abbinato a un parcheggio sotterraneo, che poi ha avuto due momenti di blocco: prima c’è stata una gara per la ricerca di un partenariato pubblico-privato che è andata deserta, poi una vendita sulla carta di queste autorimesse che non ha portato a un bilancio sicuro per i nostri vincoli di finanza pubblica», ha spiegato a L’Unica la sindaca Manassero. «Quindi abbiamo deciso di non fare il parcheggio sotterraneo, proponendo la riqualificazione della piazza».

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E cosa c’entrano i cedri?

La discussione sulla riqualificazione è sempre andata di pari passo con quella sul destino degli alberi che abitano tutt’oggi la piazza. Si tratta di dieci esemplari di cedri dell’atlante, che possono raggiungere anche alcune decine di metri di altezza. Passando per Cuneo è impossibile non notarli: sono sempreverdi imponenti che dagli anni Settanta garantiscono l’ombra su piazza Europa, all’incrocio tra corso Nizza e corso Giolitti.

Negli anni i piani per la piazza sono cambiati e, secondo l’ultimo progetto approvato, la riqualificazione prevede l’abbattimento di tutti gli alberi e la loro sostituzione con più di quaranta nuove piante caducifoglie, insieme all’installazione di panchine, aree giochi e spazi per la socialità.

Il dibattito si è riacceso nel 2024. Dopo aver consegnato in municipio più di 6 mila firme contrarie all’abbattimento, alcune associazioni ambientaliste si sono rivolte al Ministero dell’Ambiente e all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) chiedendo di salvaguardare gli alberi. Il mese successivo il governo ha chiesto chiarimenti al Comune; a settembre il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al progetto, compreso il taglio dei cedri.

«Abbiamo voluto affrontare il grosso tema della riqualificazione verde, urbanistica e ambientale di un’area che è in evidente sofferenza rispetto ad altre aree della città. Siamo partiti da un’opportunità di avere delle risorse che permettevano di riqualificare aree urbane dando respiro al verde e alla socialità delle persone. Raccontarla come abbattimento cedri unito a una colata di asfalto non è corretto», ha detto ancora Manassero. «La nostra visione guarda non tanto all’utile immediato ma a un’idea futura di piazza che può crescere e può rappresentare sempre più un polmone verde all’interno della città». Per la sindaca non si tratta di «un accanimento o di una volontà di abbattere i cedri: è la volontà di costruire insieme una piazza in cui si possa avere ancora di più verde, diverso da quello che c’è ora».

Manifesti di protesta legati agli alberi nel 2025 – Foto: L’Unica

E perché non immaginare un progetto che preveda la riqualificazione della piazza, ma mantenendo i cedri? «Dalle notizie tecniche nelle nostre mani, alberi di questo tipo non sono adatti per vivere a lungo in un contesto urbano, e modificare le pavimentazioni metterebbe a rischio la loro salute e la loro tenuta – ha aggiunto Manassero –. Pur avendo lavorato con il supporto di pareri e dati tecnici, i molti confronti hanno evidenziato come ogni affermazione, per quanto fondata, nella discussione pubblica trovi tesi e posizioni contrarie».

In effetti, le associazioni non sono d’accordo con questa visione. Come ha detto a L’Unica Luca Bellini, attivista di Fridays for future Cuneo, «alcuni esperti ci hanno spiegato che compensare il valore ecologico e climatico dei cedri con altri alberi è molto complicato. Bisognerebbe piantare tantissimi alberi, che forse sulla piazza non ci stanno neanche. Per questo noi chiediamo che i cedri vengano mantenuti e che il loro apporto climatico sia preservato». Per Bellini la riqualificazione dovrebbe seguire due direzioni: «Da un lato la riduzione del traffico e dell’utilizzo dell’auto privata, migliorando il trasporto pubblico locale e incentivando la mobilità dolce. Dall’altro piazza Europa dovrebbe essere un polmone verde in centro città. Noi abbiamo tantissimi alberi nel parco fluviale, ma nell’altopiano il verde non è molto, soprattutto nelle zone centrali».

Secondo Armanda Bellazzini, referente dell’associazione “Di piazza in piazza”, in questi anni l’amministrazione non ha instaurato un dialogo costruttivo con le associazioni. «Noi abbiamo seguito la storia da subito e da allora abbiamo chiesto solo questo: che si facesse qualsiasi cosa sulla piazza ma i cedri dovevano rimanere. Il nostro dissenso negli anni è diventato un’opposizione fino al punto di arrivare alle azioni legali», ha spiegato a L’Unica Bellazzini.

Dalla piazza alle aule di giustizia

Accanto alla mobilitazione pubblica si è aperto il fronte giudiziario. Dopo un primo passaggio al Tribunale di Cuneo e al Tribunale amministrativo regionale (TAR) del Piemonte, il ricorso è arrivato al Consiglio di Stato. Nell’ottobre 2025 i giudici hanno concesso una sospensiva cautelare, ritenendo non adeguatamente motivata la scelta di abbattere i cedri. «In quello che ha scritto il Consiglio di Stato concedendoci la sospensiva c’è esattamente la giustificazione del perché noi vogliamo i cedri: non sono solo un elemento ecologico in una piazza altamente trafficata, la gente è legata a queste piante perché qualcuno ci è nato, qualcuno ci è cresciuto, qualcuno ha imparato ad andare in bicicletta, qualcuno giocava con l’acqua della fontana da piccolo», ha detto la referente di “Di piazza in piazza”, sostenendo che oltre al valore ambientale dei cedri ci sia anche quello culturale. «Secondo noi riqualificare non significa azzerare un luogo della città, significa migliorarlo. Con l’intervento previsto dall’amministrazione questa piazza diventerebbe irriconoscibile e noi non vogliamo che questo avvenga».

Successivamente, il TAR del Piemonte ha dichiarato inammissibile il ricorso delle associazioni, ritenendo corretto l’iter seguito dall’amministrazione comunale. A febbraio 2026, con la posa delle recinzioni, sembrava dovessero iniziare i lavori, che però sono poi stati sospesi in attesa di una nuova decisione del Consiglio di Stato, arrivata ieri.

Nel frattempo i presidi non si sono fermati. «Dalle 15 alle 19 ci troviamo in piazza e facciamo fiori di carta, giochi per bambini, domenica abbiamo fatto balli occitani e in settimana c’è stato un laboratorio di teatro – ha spiegato Armanda Bellazzini –. Cerchiamo di tenere il presidio, ma facendo qualche attività».

E adesso?

In attesa dell’udienza di merito del 25 giugno, è difficile immaginare ora quali saranno i prossimi sviluppi. La sindaca, parlando con L’Unica il giorno prima del pronunciamento del Consiglio di Stato, ha detto che «l’ordinanza sarà letta con tutta l’attenzione possibile. Ma una decisione è già stata assunta: se sarà contraria la rispetteremo».

L’associazione “Di piazza in piazza”, prima del pronunciamento, aveva annunciato che in caso di responso negativo avrebbe fatto denuncia alla Corte dei conti per danno erariale. Indipendentemente dai possibili sviluppi, una cosa secondo la referente è certa: «Al di là della questione legale, la ferita nel rapporto tra amministrazione e popolazione rimarrà. Tutto ciò che non è stato detto, che non è stato spiegato. Tutto questo rimane».

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