L'Unica Torino

Aborto e obiezione, i dati fantasma

In Piemonte mancano statistiche ufficiali. L’Osservatorio sulla Salute delle Donne ha condotto un’indagine sui consultori e “Non una di meno” ha raccolto i dati sugli obiettori. Questi i risultati

Alice Dominese

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Aborto e obiezione, i dati fantasma
Foto: Unsplash

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A differenza di regioni come Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e Veneto, il Piemonte finora non ha mai pubblicato un rapporto sui numeri e sulle attività legate alle interruzioni di gravidanza (IVG) a livello regionale. Anche per questo motivo, conoscere cosa accade negli ospedali pubblici e nei consultori in tema di salute sessuale e riproduttiva è complesso.

«Senza i dati, nella sanità, manca tutto: la loro assenza ci impedisce di correggere dove ci siano delle mancanze, ma anche di attingere da situazioni virtuose che potrebbero essere usate come modello, adeguandosi ai bisogni della popolazione», ha detto a L’Unica Tullia Todros, ex direttrice del Dipartimento di Ostetricia e Neonatologia dell’ospedale Sant’Anna di Torino e tra le coordinatrici scientifiche della ricerca sui consultori promossa dall’Osservatorio sulla Salute delle Donne della città. «In tema di IVG non sappiamo con certezza che cosa succeda in Piemonte, perché disponiamo solo di dati aggregati e di informazioni relative alla città di Torino», ha continuato. «Avere il dato su come sono distribuite le IVG sul territorio, invece, permetterebbe di capire dove c’è bisogno di agire davvero».

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