Barriera, la politica di chi non si è mai arreso
Dalle lotte operaie ai comitati per la casa, dalle migrazioni interne alle nuove generazioni. Le voci di chi ci vive raccontano un quartiere che non ha mai smesso di cambiare, e che non può essere descritto solo attraverso le sue emergenze
Murat Cinar
12 min read
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Barriera di Milano è spesso raccontata come spaccio, degrado e insicurezza. Ma cosa succede se, invece di fermarsi alla cronaca, si ascoltano le persone che ci vivono e ogni giorno portano avanti un impegno politico e sociale? Daniela Re, architetta e guida che ricostruisce la memoria operaia del quartiere, Vittoriano Taos, protagonista delle lotte per i servizi negli anni Settanta, ed Eleonora Artesio, già presidente della Circoscrizione 6, aiutano L’Unica a ricostruirne la storia. Intanto, Virginia, Marina e Diego del Comitato di Barriera e Fued del collettivo Seconda Generazione provano a rispondere a problemi come la casa, l’isolamento e la mancanza di spazi condivisi. Le loro testimonianze mostrano un territorio attraversato da difficoltà reali, ma anche da una lunga tradizione di organizzazione e partecipazione.

Tracce di una storia collettiva
«Barriera è sempre stato un quartiere in cambiamento». Eleonora Artesio, che ha seguito da vicino le trasformazioni del territorio, riassume così una caratteristica che attraversa tutta la sua storia. «Prima gli operai delle fabbriche, poi le famiglie arrivate dal Sud Italia, oggi le persone provenienti da diversi Paesi: Barriera è stata per generazioni un luogo in cui cercare casa, lavoro e opportunità», dice.