Le sanzioni degli Stati Uniti che hanno colpito l’Ambulatorio popolare
L’ingresso nella blacklist americana del collettivo informatico Autistici Inventati ha colpito e rischiato di affondare l’ambulatorio medico popolare di via dei Transiti. Ecco perché
Laura Carrer
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All’incontro autunnale della rete nazionale, l’Ambulatorio medico popolare (AMP) di Milano non ci sarà. Nessuno strappo politico: semplicemente non è mai arrivato l’invito via mail. La casella di posta usata dai medici attivisti negli ultimi 25 anni poggiava sui server di Autistici/Inventati (A/I), lo storico provider autogestito inserito il 26 agosto scorso dall’amministrazione Trump nella lista nera del terrorismo globale per aver fornito «supporto finanziario, materiale o tecnologico al terrorismo».
In particolare Autistici/Inventati è finito nella lista dei “Violent Far-Left Terrorist Groups”, letteralmente gruppi violenti di estrema sinistra. Una dicitura con cui l’amministrazione statunitense sta sostanzialmente cercando di depotenziare tutta la galassia che si oppone alla linea della Casa Bianca. Così l’AMP ha dovuto ripensare tutto per continuare a essere operativo.
Via dei Transiti è una stretta stradina nel quartiere Loreto che collega viale Monza a via Padova. All’angolo c’è il Centro occupato T28, un palazzo occupato dal 1978 da un collettivo impegnato nella lotta per il diritto all’abitare. Poco più avanti, dal 1994, è aperto l’Ambulatorio medico popolare (il link rimanda a una versione del sito prima che diventasse irraggiungibile in seguito allo spegnimento dei server, ndr): una sala d’attesa e uno studio medico, dove circa una decina di medici volontari si adoperano per aiutare chi rimane fuori dal Servizio sanitario nazionale, come persone senza fissa dimora o persone straniere. Al piano terra del civico 28 si stimano più di 20 visite a settimana.