L'Unica Milano

Perché costruire data center sulla Luna quando c’è Milano?

I data center portano con loro cifre considerevoli e con i soli oneri di urbanizzazione alcuni sindaci hanno di fatto chiuso il bilancio di due o tre anni. E ai Comuni, oltre agli operatori digitali, si presentano anche gli intermediari immobiliari interessati a rivendere le aree

Marta Abbà

9 min read
La mappa dei datacenter attivi, in costruzione e in progettazione nel territorio milanese
La distribuzione dei data center esistenti, in costruzione e in progettazione nell‘area metropolitana milanese

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C’è chi i data center li manda sul fondo del mare o li scava in una vecchia miniera pur di risolvere il problema del raffreddamento e del consumo di suolo. Milano il problema lo aggira restando semplicemente Milano: comoda per i cavi, la fibra e il marchio.

Nell’area metropolitana milanese si contano oggi 32 data center attivi, 10 in costruzione e altri 35 progetti in fase di sviluppo, di cui 29 già in valutazione e 6 annunciati dagli operatori. Le strutture e i progetti sono distribuiti in 37 Comuni. I numeri sono in continua evoluzione, con nuovi progetti e iter autorizzativi che avanzano. Tra i tanti, lo scorso 22 settembre ha inaugurato le attività di una prima metà il data center di Noviglio, gestito da Compass.

Considerando i 10 impianti in costruzione e i 29 progetti già in valutazione, sono 39 le iniziative per cui è possibile analizzare l’impatto sul territorio: il 38 per cento interessa aree permeabili (superfici che permettono all’acqua piovana di infiltrarsi nel terreno, come prati, terreni naturali o aree verdi, riducendo il deflusso superficiale) e il 62 per cento aree dismesse. Se si guarda alle superfici, circa 270 ettari complessivi, la distanza si riduce: il 48 per cento ricade su aree permeabili e il 52 per cento su aree dismesse. I progetti su aree permeabili risultano quindi, mediamente, più estesi.

Il peso dell’area milanese, con i suoi circa 414 megawatt, emerge anche sul piano energetico: i suoi data center rappresentano il 68 per cento della potenza nominale complessivamente installata dal settore in Italia, a fronte di circa 200 strutture attive nel Paese. Anche impianti situati fuori dal capoluogo, come quello di Siziano, formalmente in provincia di Pavia, vengono così associati commercialmente al nome di “Milano”.

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