Perché a Casale nascono tanti bambini
Dodici parti in un solo giorno il 21 luglio. Che cosa c’è dietro il “record” alla maternità dell’ospedale Santo Spirito
Alessandra Torta
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Quando a Casale Monferrato, martedì 21 luglio, sono venuti al mondo dodici bambini in poco meno di ventiquattr’ore, la notizia ha fatto subito il giro d’Italia, trovando spazio su giornali e televisioni nazionali. In un Paese dove il tasso di natalità continua a diminuire, una cittadina piemontese di 32 mila abitanti si muoveva in decisa controtendenza: la notizia c’era tutta, tanto più che non si trattava di un fenomeno isolato.
Già ad aprile, peraltro, Casale aveva conosciuto un altro giorno di nascite multiple: cinque neonati erano arrivati tutti insieme giovedì 30. «Un’emozione che ripaga di ogni sforzo», aveva commentato in quell’occasione Francesco Marchitelli, direttore generale di ASL Alessandria. I dati dell’anno confermano il trend: il punto nascite dell’ospedale Santo Spirito, da gennaio a luglio, ha fatto registrare 139 parti, il 40 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2025, quando erano stati 99.
Se Emily, Mia, Miram, Ahmed ed Enea (questi i nomi dei nati di aprile) erano sembrati tanti, dodici in un giorno erano davvero una cifra da record. Tanto più che il centro di Casale, appena pochi anni fa, sembrava essere a rischio chiusura perché non riusciva a raggiungere il numero minimo di nascite fissato dal ministero. C’era stata anche una marcia di protesta, con mamme e passeggini in prima fila.