L'Unica Alessandria

Le dimissioni (forzate) del vescovo

L’ispezione vaticana sui conti non ha trovato anomalie, ma Guido Gallese lascia la diocesi: «Un passo indietro per il bene di tutti»

Claudia Patrone

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Le dimissioni (forzate) del vescovo
Il vescovo Gallese, al centro con la fiaccola verde in mano, celebra il Giubileo degli 850 anni dalla fondazione della Salve – Foto: Diocesi di Alessandria

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«Un passo indietro per il bene di tutti». È finita così la vicenda umana e apostolica di monsignor Guido Gallese, vescovo di Alessandria negli ultimi 14 anni. Il “vescovo pop” – quello che si era comprato una Tesla e nel tempo libero praticava il kitesurf, sport non per tutti che consiste nel farsi trainare sull’acqua su una tavola agganciata a una specie di aquilone – ha rimesso il mandato nelle mani di Leone XIV e ha lasciato la città per occuparsi dell’associazione per il Coordinamento Nazionale Santuari (CNS).

Nell’occhio del ciclone

Gallese, ad Alessandria, ha conosciuto una parabola non comune: fra gennaio e febbraio era finito al centro di una bufera mediatica, con la voce mai provata di aver effettuato delle “spese pazze”, in particolare nel settore immobiliare. A sollevare il polverone erano state la trasformazione del Collegio Santa Chiara in foresteria attrezzata per gli studenti e la residenza del vescovo in una camera della ristrutturata Casa di San Francesco, l’ex convento chiuso dai cappuccini per mancanza di vocazioni e rilevato dalla diocesi nel 2022. «Una camera piccola», aveva commentato lui. «Molto più piccola di quella che avevo in vescovado: bisogna proprio essere cattivi […] per attaccarmi su queste cose».

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