L'Unica Asti

In provincia un fast food fa ancora discutere: il caso Nizza

L’apertura di un McDonald’s in un centro commerciale solleva le proteste dei gastronomi: «Bisogna coinvolgere le nuove generazioni nella conoscenza delle nostre radici». Per il sindaco è un fatto positivo, ma «presteremo attenzione alle frequentazioni»

Lorenzo Germano

6 min read
In provincia un fast food fa ancora discutere: il caso Nizza
Foto: Unsplash

Vuoi crescere insieme a L’Unica?

L’Unica cresce grazie a chi la legge e a chi ha a cuore la propria comunità. Abbiamo deciso di offrire gratuitamente questo spazio alle associazioni e agli enti del terzo settore della provincia: a noi piacerebbe raccontare chi siete e cosa fate, a voi chiediamo di far conoscere L’Unica alle persone della vostra rete. Un modo semplice per crescere insieme.

Scrivici a partnership@lunica.email

Trentacinque nuovi posti di lavoro e un altro piccolo tassello nella crescita delle grandi catene commerciali in provincia di Asti. L’apertura del McDonald’s a Nizza Monferrato, prevista per il 31 ottobre al centro commerciale La Fornace – a un chilometro e mezzo dal centro storico della città – rinnova il dibattito sul rapporto tra le multinazionali e la tradizione gastronomica del territorio. Da una parte c’è l’innegabile opportunità occupazionale creata da un nuovo punto vendita della catena americana di fast food; dall’altra si crea ancora una volta il timore che la diffusione di modelli di consumo globalizzati possa mettere in secondo piano le produzioni locali e il patrimonio della cucina piemontese. Un confronto che, in una città conosciuta per i vini (Barbera e Nizza DOCG in primis), per le coltivazioni (il cardo gobbo, presidio Slow Food) e per la presenza di numerose macellerie e botteghe, tocca questioni che vanno ben oltre la semplice inaugurazione di un ristorante.

Il progetto, avviato nella fase di studio nel 2023 e arrivato alla fase dei lavori alla fine di agosto, fa capo a Tribus Food, la società di Jola Kote che gestisce i tre ristoranti McDonald’s della provincia astigiana. Il nuovo locale porterà a circa 120 il totale delle persone impiegate nei tre punti vendita. In un’intervista a La Stampa, Kote ha spiegato che il personale sarà assunto con contratti part-time, pensati anche per venire incontro alle esigenze di studenti e genitori, riferendo che al momento dell’intervista – il 16 ottobre – 24 persone erano già state assunte. La titolare ha sostenuto che l’attività si rivolgerà a una clientela diversa da quella dei ristoranti tradizionali: «Noi siamo un fast food e non vogliamo entrare in competizione con nessuno».

Leggi altro