Perché spegnere un incendio è diventato difficile
Analisi del rogo di Valdieri, uno dei pochi scatenati da cause naturali. È bastato un fulmine per tenere sotto scacco un’intera vallata per nove giorni. Secondo gli esperti, mancano uomini e mezzi, e non si fa prevenzione
Maurizio Bongioanni
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A Valdieri un fulmine ha innescato un terribile incendio nella valle Gesso. Ma a tenerlo acceso per nove giorni, dicono i vigili del fuoco, è stato anche un sistema di soccorso costretto a scegliere dove mandare uomini e mezzi.
L’incendio di Valdieri è cominciato con un fulmine. Nella notte tra venerdì 31 luglio e sabato 1° agosto un temporale è passato sulla valle Gesso e una scarica ha colpito il bosco sul monte Piastra, sopra il paese. È una causa naturale, e in Italia è rara: secondo il rapporto “Italia in fumo” di Legambiente, che riprende i dati dell’ISPRA, il 99 per cento degli incendi boschivi ha origine antropica (eventi accidentali, negligenza, eventi dolosi).
Ma che quel fulmine sia diventato un incendio di nove giorni, oltre 90 ettari bruciati e una frazione evacuata non è solo una questione meteorologica: riguarda il clima che cambia, come si fa prevenzione dei boschi e, non ultima, la carenza di mezzi e di personale per far fronte a tutto questo.