Mancano famiglie per gli affidi
Nell’Alessandrino il numero di minori affidato alle strutture ha superato quello di chi ha trovato accoglienza in casa. Per il PD è una conseguenza della legge regionale per l’allontanamento zero
Alessandra Torta
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«Nei mesi scorsi ho fatto un accesso agli atti, che restituisce un quadro preoccupante. Il risultato più grave? Aver delegittimato i servizi sociali e alimentato una cultura del sospetto verso le famiglie affidatarie». Monica Canalis, consigliera del Partito Democratico, segue da anni il tema dell’affido familiare e ha usato i social per il suo attacco alla legge regionale 17/2022. Quella legge era stata presentata con lo slogan “allontanamento zero” e introduceva interventi a sostegno della genitorialità e norme per prevenire l’allontanamento dei minori dalla famiglia di origine.
La legge era stata promossa dall’allora assessora regionale Chiara Caucino. Erano i tempi successivi alle polemiche relative al caso Bibbiano, cioè il presunto sistema di affidi illeciti emerso nel Reggiano in seguito a un’inchiesta del 2019. «Mai più bambini che urlano e piangono perché spesso con l’inganno vengono portati via da scuola e dai loro genitori», aveva detto Caucino in aula il giorno dell’approvazione della legge. «Mai più decreti di allontanamento perché il bambino arrivato a scuola con un livido, a casa non c’è la televisione, vive a contatto con troppi animali e in una cascina, mai più in posti con lucchetti alle porte e sbarre alle finestre o ragazzini che non possono mandare una e-mail alla propria mamma».