L'Unica Alessandria

Il giorno in cui Orson Welles arrivò a Cremolino

Nel 1947 il regista di “Quarto potere” risalì l’Alto Monferrato per chiedere a Ubaldo Arata, direttore della fotografia ovadese, di partecipare a un suo film

Stefano Priarone

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Il giorno in cui Orson Welles arrivò a Cremolino
Foto: Unsplash

È l’estate del 1947. Un ragazzino sta giocando nella dispensa della casa di villeggiatura dei suoi, a Cremolino, la famiglia abita a Roma, ma sono originari di Ovada e hanno mantenuto una casa nel paese vicino. A un tratto il forte rumore di un’auto lo sorprende e lo spinge a uscire di casa.

È un suono insolito. In genere da lì, in quegli anni del dopoguerra, passano soltanto bici o motociclette: si tratta invece di una grossa macchina americana (una limousine, forse), che è arrivata a Cremolino arrancando sulla Priarona, la strada che congiunge Ovada al paesino del Monferrato. Si ferma davanti a casa sua. Del resto suo padre è un personaggio noto in paese e altri ragazzini hanno circondato l’auto.

Ne escono due tipi che cercano suo padre. Uno di questi, quando lo vede, si inginocchia letteralmente ai suoi piedi, dicendo: «Devi lavorare a questo film, altrimenti siamo rovinati».

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