L'Unica Torino

L’infinita odissea dei pannoloni

La consegna a domicilio degli ausili sanitari a oltre centomila piemontesi non funziona da anni, nonostante le promesse e gli interventi della politica

Sara Strippoli

10 min read
L’infinita odissea dei pannoloni
Foto: Unsplash

L’Unica è una newsletter gratuita che ogni settimana ti manda via mail una storia dal tuo territorio.

Abbiamo altre quattro edizioni: Alessandria, Asti, Cuneo e Genova.

Per riceverla, clicca qui

Non si fa altro che parlare di assistenza territoriale e dell’urgenza di avere operative le Case di Comunità e poi si casca – malamente – sui pannoloni. È un reiterato tormento quello di oltre centomila piemontesi che hanno bisogno di un ausilio fondamentale per la qualità della loro vita. Già il 4 luglio 2024 l’assessore alla Sanità Federico Riboldi si ergeva a difensore del diritto a un servizio efficiente: «Una delle prime questioni che ho voluto affrontare come assessore è stata quella dei pannoloni», aveva detto. «Con gli uffici ho potuto verificare che il servizio è pressoché tornato a regime».

Una schiarita di qualche mese, e poi i disagi erano ripresi. A partire da dicembre 2025 l’inefficienza era tornata evidente. Il 16 giugno di quest’anno, dopo mesi di segnalazioni da parte di farmacie e utenti, l’assessore ha espresso indignazione: «La situazione che si è venuta a creare nella consegna dei pannoloni e dei dispositivi per l’assorbenza è inaccettabile», ha ribadito. «Negli scorsi mesi abbiamo assunto decisioni drastiche, arrivando alla revoca del precedente affidamento e applicando alla ditta penali per circa 800 mila euro. Si è anche deciso di riorganizzare il servizio, ma è evidente che persistono problemi logistici che richiedono ulteriori correttivi». Aveva promesso «un cambiamento radicale» dal 1° luglio: «Punteremo sull’internalizzazione per cessare definitivamente i rapporti improduttivi e dannosi con i privati e gestire direttamente il servizio».

Leggi altro