L'Unica Torino

I poliziotti feriti? «Nella vita bisogna scegliere da che parte stare»

Intervista a Nicoletta Dosio, 80 anni, ex professoressa di latino e greco e decana del movimento No TAV: «Il cantiere è un luogo che fa la guerra alle persone e al territorio»

Alice Dominese

7 min read

L’Unica è una newsletter gratuita che ogni settimana ti manda via mail una storia dal tuo territorio.

Abbiamo altre quattro edizioni: Alessandria, Asti, Cuneo e Genova.

Per riceverla, clicca qui

Nicoletta Dosio ha 80 anni, ha contribuito alla nascita del movimento No TAV ed è una delle sue attiviste più longeve. L’Unica l’ha intervistata per comprendere da vicino la sua storia, legata a doppio filo alla militanza in val Susa, tra disobbedienza civile, carcere e rivendicazione della difesa del territorio, fino agli scontri con le forze dell’ordine avvenuti nella valle.

Come è iniziata la sua attività nel movimento?

«Vengo da una famiglia operaia e sono sempre stata attenta al tema del lavoro e ai problemi sociali. La val Susa è la mia casa e ho iniziato a viaggiare da sola in treno a 11 anni per fare le medie a Torino, quando le stazioni erano un luogo di aggregazione. Da lì ho visto questi luoghi trasformarsi. Già alla fine degli anni Ottanta, quella grande opera che minacciava il mondo in cui ero cresciuta mi faceva stare male. È stato chiaro fin da subito che il TAV non serviva a migliorare la vita delle persone, né della valle né fuori, ma era funzionale solo agli interessi dell’industria e del mercato. Tutti noi, la popolazione della val Susa, abbiamo deciso di opporci».

Leggi altro