Il futuro di Rasero torna a essere la politica
Le vere ragioni dell’addio alla Banca: sono troppo onerosi i controlli chiesti da Bankitalia sui rapporti con gli amministratori di tutti i Comuni della provincia
Paolo Viarengo
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«Quando i giapponesi ricevono un carico di lattuga che hanno deciso di non fare entrare, beh, lo lasciano giorni fermo su un molo finché non si decidono ad esaminarlo. Ma a quel punto è ovvio che la lattuga è andata a male, e non c’è più niente da ispezionare». È una celebre battuta pronunciata da Fred Dalton Thompson nel film “Giorni di tuono” per minacciare Tom Cruise e Michael Rooker, i due piloti rivali.
Nessun provvedimento disciplinare, nessuna sanzione, nessun intervento diretto. Solo una lunga attesa riempita da scartoffie da riempire e richieste a cui rispondere, per far sì che la situazione in qualche modo si risolva da sola.
Più o meno, l’ispezione giapponese è la tattica usata da Banca d’Italia per risolvere il caso di Maurizio Rasero, dal 27 aprile contemporaneamente sindaco e presidente della Banca di Asti.