Francesco Cirio, un “napoletano” nato a Nizza
La storia del re delle conserve, e le iniziative per ricordarlo nella sua città natale
Lorenzo Germano
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Una bottiglia nera, elegante, con la firma di Francesco Cirio sull’etichetta celebra i 170 anni di un marchio diventato sinonimo del pomodoro italiano. Realizzata per l’occasione dalla Cantina di Nizza e dall’azienda agricola “Il Botolo”, contiene un Nizza DOCG ed è un oggetto da collezione che Conserve Italia ha presentato per rendere omaggio, proprio nella sua città natale, a uno dei protagonisti del settore agroalimentare italiano.
Quell’etichetta, serigrafata dalla P&P Promotion di Costigliole, quel vino prodotto dalle colline di Nizza Monferrato e quel numero tondo – 170 anni dal 1856, quando il giovane Cirio avviò a Torino la sua prima attività conserviera – riportano alle origini di una vicenda che molti, a torto, ancora collocano nel Sud Italia.
Il marchio Cirio porta subito alla mente pelati, conserve e pomodori del Mezzogiorno. Ma anche gli scudetti di serie A del Napoli di Maradona e della Lazio di Nesta. Eppure Francesco Cirio non nacque né a Napoli né in Campania, ma a Nizza Monferrato, dove prese forma quello spirito imprenditoriale che lo avrebbe reso uno dei grandi protagonisti dell’industria italiana dell’Ottocento. Un territorio che, grazie all’impegno delle sue istituzioni, da qualche anno sta cercando di riappropriarsi di quella storia che gli appartiene, riscoprendo luoghi e valori di una figura centrale della nostra storia nazionale.