L'Unica Torino

Aborto, la Corte dei conti tace e la Regione rilancia

Rimane ancora senza esito l’esposto contro il “Fondo Vita Nascente” presentato un anno fa. Intanto l’assessore Marrone riapre la “Stanza dell’Ascolto” all’ospedale Sant’Anna

Maurizio Bongioanni

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Aborto, la Corte dei conti tace e la Regione rilancia
Foto: Pexels

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Un esposto alla Corte dei conti per il Piemonte per fare luce sulla gestione del “Fondo Vita Nascente” istituito dalla Regione. È l’iniziativa, ancora senza risposta, promossa a fine 2025 dalla rete Più di 194 voci insieme alla CGIL di Torino e Piemonte. La rete è un coordinamento di associazioni impegnate nel sostegno al diritto all’autodeterminazione e in difesa della salute sessuale e riproduttiva.

L’esposto chiedeva alla magistratura contabile di verificare la correttezza nell’uso di risorse pubbliche destinate al sostegno della maternità e finite quasi esclusivamente a organizzazioni contrarie alla legge 194, che disciplina l’interruzione volontaria di gravidanza e il ruolo dei consultori pubblici. A quasi un anno dal deposito, l’esposto non ha però avuto alcun esito. Nel frattempo, la Regione ha diffuso il bilancio dei primi tre anni del Fondo e ha deciso di riaprire la cosiddetta “Stanza dell’ascolto” all’ospedale Sant’Anna di Torino.

Mirella Caffaratti, avvocata della rete che ha curato il deposito dell’esposto, ha chiarito il peso dell’iniziativa. Secondo la legale, nel testo non si affrontavano alcuni casi di finanziamenti a soggetti antiabortisti: «Parliamo quasi esclusivamente di centri di aiuto alla vita e movimenti per la vita, associazioni di impronta confessionale e dichiaratamente contrarie alla 194», ha spiegato a L’Unica. L’unica eccezione risale al primo anno, «quando tra i beneficiari figurava allora un’associazione che aveva presentato un progetto strutturato, orientato anche all’empowerment delle donne».

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