L'Unica Torino

Quando il medico arrivava a dorso di un mulo

Un ortopedico torinese ha ritrovato le carte del nonno, medico condotto nelle valli di Lanzo tra Otto e Novecento. Un viaggio nel passato che stride con la crisi attuale della medicina di base

Alessandra Torta

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Quando il medico arrivava a dorso di un mulo
Il dottor Giuseppe Massa, in alto al centro, insieme ad alcuni amici – Fonte: “Giuseppe Massa. Medico nelle Valli di Lanzo”

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Dai cassetti di una famiglia di medici torinesi è emerso un vecchio opuscolo, stampato a Torino nel 1914 dalla Tipografia del Commercio di via Montebello: è la sintesi delle “Conferenze di propaganda igienica” tenute due anni prima nel salone della Società operaia di Mezzenile, piccolo comune nelle valli di Lanzo. L’autore era il medico condotto del paese, Giuseppe Massa.

Quando il nipote, l’ortopedico Gian Luigi Canata, ha portato all’ordine dei medici di Torino quelle carte vecchie più di un secolo, la sorpresa è stata tale che gli è stato chiesto di raccontare quella figura in un incontro pubblico. Da quei documenti – esposti nella sede dell’ordine in occasione dell’edizione 2026 del festival Archivissima – è nato anche un libro, “Giuseppe Massa. Medico nelle Valli di Lanzo”, che attraverso fotografie, lettere, ricette e documenti di famiglia ricostruisce 26 anni di lavoro di un medico di montagna, tra il 1896 e il 1922. Il volume è un work in progress, ha raccontato l’autore a L’Unica: «Rispetto alla prima stesura ho già raddoppiato il materiale raccolto e ce n’è ancora molto altro».

Il nipote non ha mai conosciuto il nonno, morto a soli 51 anni nel 1922. «Ma di lui e del suo lavoro in famiglia si parla da sempre», ha ricordato. «Inoltre, i miei genitori hanno sempre conservato tutto: mi sono ritrovato con una marea di testi e di documenti scritti».

Un viaggio nel passato: ci sono le pagelle del liceo, il diploma di laurea, le cartoline, la corrispondenza con i giovani di Mezzenile al fronte della Prima guerra mondiale, le ricette scritte di suo pugno. In una di queste il medico si rivolge direttamente al farmacista: «Alla persona che si presenterà con questo biglietto va data l’aspirina, al resto ci penserò io».

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