A Bosia il premio per chi sa osare
In un paese di appena 170 abitanti da dodici anni si accendono i riflettori sull’Ancalau, il torneo tra le migliori start up d’Italia
Alessandra Torta
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Nel dialetto dell’Alta Langa la parola ancalau dice tutto. Indica chi vince la timidezza e, osando, sa innovare. Una parola che in molti, fuori da Bosia e dintorni, non avevano mai sentito prima che diventasse il nome di un premio.
Il 20 e 21 giugno prossimi, nel piccolo Comune di circa 170 abitanti nella provincia di Cuneo, va in scena la dodicesima edizione del Premio Ancalau, un evento pop e al tempo stesso culturale, capace di richiamare ogni anno imprenditori, intellettuali, artisti e soprattutto giovani startupper da tutta Italia. Nel tempo ha guadagnato un rilievo nazionale autentico, non costruito a tavolino, ma cresciuto con la forza delle idee e del territorio.
E se il Premio Ancalau esiste, è soprattutto merito di Silvio Saffirio. Creativo e imprenditore della pubblicità, grande protagonista degli anni d’oro degli spot televisivi, dodici anni fa ha dato vita all’associazione culturale Ancalau assieme al sindaco di Bosia, Ettore Secco, e coinvolgendo il fondatore di Eataly Oscar Farinetti e il presidente di Banca d’Alba, Tino Cornaglia. Una squadra molto attiva, con Saffirio deus ex machina capace di sfornare idee a raffica. Tra le altre cose, è stato lui l’ideatore della Pinacoteca all’aperto di Bosia, ovvero i murali dedicati ai Grandi di Langa, dipinti dall’artista Silver Veglia sulle facciate degli edifici del paese. È lui che ogni anno sceglie i soggetti da immortalare.
Questa straordinaria e peculiare hall of fame è diventata a tutti gli effetti una risorsa turistica per Bosia. «Non abbiamo quasi più spazi per ospitare nuovi murali, per la prossima edizione staremo a vedere. Costruiremo nuove pareti», ha detto a L’Unica lo stesso Saffirio. «A parte gli scherzi, di sicuro ogni opera avrà un QR code a cui si potrà accedere per leggere la storia del personaggio raffigurato. In quattro lingue». Ora Saffirio si appresta a inaugurare l’ultimo murale, quello che renderà omaggio a Carlin Petrini, l’ideatore di Slow Food, un ancalau di diritto che avrebbe dovuto essere presente alle premiazioni di domenica 21 giugno.
L’omaggio a Carlo Petrini
«Ci aveva dato la sua disponibilità, sarebbe venuto molto volentieri», ha detto ancora Saffirio. «Non ce l’ha fatta, purtroppo. Noi in realtà avevamo in mente di non realizzare un altro murale, ci saremmo fermati per un anno. Ma, appresa la notizia, abbiamo cambiato subito il programma e il nostro Silver Veglia si è messo al lavoro per realizzare un nuovo ritratto. Così è nato il murale di Petrini, che sarà ben visibile proprio a fianco dello spazio dedicato al presidente Luigi Einaudi. E il riconoscimento di Propheta in patria che avevamo pensato per Carlin, lo consegneremo al rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche a Pollenzo, Bruno Perillo».
Durante la presentazione del Premio Ancalau, al grattacielo della Regione Piemonte (dove L’Unica era presente), il sindaco di Bosia, Secco, ha ricordato un aneddoto a proposito di Petrini: «Ricordo che eravamo impegnati nella giornata finale della prima edizione, a un certo punto mia moglie mi avvisa: guarda che sta arrivando Carlin. Ci siamo tutti messi in agitazione, era già allora, nel 2016, un personaggio importante. Era venuto a seguire la nostra iniziativa, perché molto incuriosito dalla formula che legava il territorio e le startup innovative. E alla fine, a tavola, ci confidò che quei tajarin che stava assaporando, assieme alla piacevole sorpresa dell’Ancalau, erano effettivamente valsi il viaggio».
Una bella soddisfazione. Saffirio invece ha ricordato che «all’epoca noi dello staff eravamo ancora troppo poveri per permetterci un servizio fotografico. Così non abbiamo immagini della visita di Carlin. In altre successive occasioni, per un motivo o per l’altro, non fu possibile averlo ospite. Come quando facemmo il gemellaggio tra la nostra nocciola tonda gentile e il cacao della regione messicana della Chontalpa, alla presenza dell’ambasciatore messicano. Petrini era impegnato da un’altra parte».
Ora il murale di Veglia completa un lungo percorso. Oscar Farinetti, dell’amico e sodale Carlin parla ancora al presente: «Lui è un personaggio pazzesco. Ne parlo come fosse vivo. Ci aveva già dato l’ok, sarebbe venuto volentieri a Bosia e per tutti sarebbe stato un momento molto bello, perché Carlin, più di chiunque dalle nostre parti, ha segnato il territorio. E non solo: è riuscito a portarlo a un livello mondiale. Ha trasferito il think local all’act global, a un livello veramente globale. Sono rarissime le persone che sono state capaci di farlo».
Farinetti è il fantasista del “team ancalau” e il suo entusiasmo per l’evento non si è mai incrinato nel corso di questi dodici anni: «È stata una gran bella idea, perché abbiamo creato un metodo per dare spazio ai giovani che vogliono imporre le loro idee. Il Premio Ancalau porta con sé un carattere di estrema modernità e al tempo stesso propone il recupero di tradizioni antiche straordinarie, legate a Bosia, comune incastonato nell’Alta Langa che riesce a dare un senso a tutto questo».
Una vetrina per le startup
Tornando a Saffirio, è sempre lui che ha pensato il “Torneo delle idee” per i giovani startupper, focus principale della manifestazione, costruendo nel tempo una rete di partner e sostenitori capace di trasformare ogni edizione in qualcosa di più di una semplice cerimonia. «Ancalau è stato in primo luogo una scoperta storica e antropologica per il numero stupefacente di inventori, imprenditori, innovatori e anche avventurosi che ebbe Bosia tra fine Ottocento e il Novecento», ha spiegato a L’Unica. «Si guadagnarono la nomea popolare di Ancalau di Bosia e ci doveva pur essere un motivo. Da qui a pensare di far rivivere questa memoria di coraggio, inventiva, riscatto e intraprendenza e allargarla all’intero territorio virtuoso della Langa e del Roero, il passo è stato facile».
Nel tempo sono stati aggiunti tanti tasselli, tutti significativi. Ha detto ancora Saffirio: «È una festa popolare? Sì, vedi la gente serena e gioiosa e il buon cibo non manca. È un evento culturale? Certo, ma vivo, dinamico. Si rivive in chiave attuale il passato, si onorano i Padri e le Madri, si rievocano i Grandi di Langa». E poi c’è lo sguardo che volge al futuro con le startup: un primo premio da 20 mila euro «in soldi veri, che di solito vengono versati la sera stessa dell’annuncio. Lo sottolineo perché spesso altre rassegne promettono riconoscimenti che poi non sono così tangibili». I numeri confermano: in dodici anni il torneo delle startup di Bosia ha visto sfilare 615 progetti e più di 1.200 partecipanti, attribuendo complessivamente 127 mila euro in premi. Sei dei talenti premiati negli anni sono stati poi selezionati dalla rivista Forbes tra i giovani under 30 più influenti d’Italia.
Tra i protagonisti del premio l’Orchestra Filarmonica Bosconerese, fondata nel 1912 a Bosconero, nel Canavese, scoperta e “agganciata” da Saffirio. Una presenza a suo modo simbolica: in oltre un secolo di attività l’orchestra non si fermò nemmeno durante le due guerre mondiali, è cresciuta dai venti fondatori agli attuali cinquanta elementi ed è diventata una vera orchestra di fiati arricchita di recente da violoncelli e contrabbasso. Ha suonato all’Auditorium RAI, al Piccolo Regio, al Teatro Carignano, spaziando dal repertorio classico al jazz fino ai ritmi sudamericani. Con l’Ancalau condivide qualcosa di essenziale: entrambi affondano le radici in un piccolo paese di provincia e non si sono mai arresi alle difficoltà. In una parola, osano.
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