L'Unica Cuneo

I rifiuti non basta raccoglierli, bisogna pesarli

Le sei edizioni di Spazzamondo hanno recuperato 140 tonnellate di spazzatura. I dati crescono anni dopo anno: si trova di tutto, dai paraurti ai cartelli stradali

Lorenzo Germano

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I rifiuti non basta raccoglierli, bisogna pesarli

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«Spazzamondo continua ad avere successo perché è diventato un appuntamento che appartiene davvero a tutti (...) È un progetto che negli anni è riuscito a trasformare un gesto semplice e concreto in un’esperienza collettiva e condivisa, rafforzando il senso di responsabilità verso l’ambiente e promuovendo la presa in carico collettiva dei luoghi in cui viviamo». Queste parole, pronunciate dal presidente della Fondazione CRC Mauro Gola, riassumono bene il significato più profondo di Spazzamondo, l’evento di raccolta rifiuti che ha coinvolto quasi tutta la provincia di Cuneo grazie ad amministratori, associazioni, imprese, scuole e singoli cittadini volenterosi di fare qualcosa per l’ambiente che li circonda. 

In un sabato di fine maggio un’onda arancione di oltre 22 mila persone si è sparsa in ogni angolo della provincia. Dalle città più popolose – quelle che qui chiamano le “sette sorelle” – ai piccoli centri rurali di poche centinaia di abitanti, masse più o meno grandi di volontari si sono ritrovate per raccogliere con pinze e sacchi tutta quell’immondizia che ricopre strade, parchi, boschi e colline ma agli occhi dei più è spesso invisibile. Non è certo una novità, visto che siamo giunti ormai alla sesta edizione di Spazzamondo e che la spazzatura, come nella Leonia delle “Le città invisibili” di Italo Calvino, ogni giorno sembra rinnovarsi sui marciapiedi dei luoghi in cui viviamo. Ciò che invece colpisce è un altro dato: 176 Comuni, pari a tre quarti dell’intera provincia, hanno partecipato ancora una volta, raccogliendo 9.800 sacchi di rifiuti e risparmiando 44 tonnellate di anidride carbonica all’ambiente. Un risultato che merita di essere approfondito.

Il debutto nel 2021

Dalla sua nascita nel 2021, Spazzamondo ha saputo trasformarsi rapidamente in uno degli appuntamenti ecologici più partecipati del Piemonte. In cinque edizioni ha coinvolto oltre 90 mila partecipanti e 190 Comuni diversi, permettendo di raccogliere circa 140 tonnellate di rifiuti e di evitare l’emissione stimata di 170 tonnellate di CO₂, consolidando negli anni un efficace modello di partecipazione civica.

La prima edizione, che si svolse il 5 giugno 2021 in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente, vide l’adesione di 165 Comuni della provincia di Cuneo e il coinvolgimento di circa 15 mila cittadini: un ottimo inizio che portò alla raccolta di 30 tonnellate di rifiuti abbandonati (oltre 8 mila sacchi) con un risparmio stimato di circa 40 tonnellate di CO₂. 

Fin dall’inizio la Fondazione CRC ha trovato nella Cooperativa Erica di Alba un partner tecnico capace di organizzare e innovare un evento unico in Italia. Nata nel 1996 in seguito all’alluvione che colpì il Sud Piemonte, la cooperativa è specializzata nella gestione dei rifiuti, nella prevenzione dei rischi e nella sostenibilità ambientale.

«La Fondazione CRC ci aveva affidato la progettazione dell’iniziativa», ha raccontato a L’Unica Roberto Cavallo, anima del sodalizio albese. «Abbiamo fatto un primo lavoro di brainstorming: la Fondazione aveva già le idee abbastanza chiare sulla volontà di coinvolgere il maggior numero possibile di enti territoriali e cittadini. Noi abbiamo presentato alcune esperienze già esistenti in Italia e nel mondo. La prima diffusa, Clean up the world, risale addirittura alla metà degli anni Ottanta, mentre negli anni sono nate altre iniziative analoghe, come Let’s clean up Europe».

Tutte esperienze accomunate da tre caratteristiche: il passaggio da iniziative promosse da attivisti già sensibili ai temi ambientali all’apertura verso il grande pubblico, la concentrazione in un preciso momento dell’anno e la presenza di momenti di aggregazione e restituzione dei risultati. «Partendo da questo benchmark, insieme alla Fondazione abbiamo declinato questi elementi sul territorio», ha detto ancora Cavallo. «Da qui sono nati i kit distribuiti ai partecipanti, con magliette, cappellini o scaldacollo a seconda delle edizioni. Negli anni abbiamo ridotto il numero di pinze distribuite: sono gadget costosi e, se si rompono, diventano a loro volta un rifiuto».

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La crescita anno dopo anno

Dopo i 15 mila partecipanti della prima stagione, l’anno successivo la partecipazione si mantenne stabile, con una crescita da 165 a 184 dei Comuni aderenti. Un netto balzo in avanti arrivò con la terza edizione del 2023, grazie al superamento per la prima volta dei 20 mila partecipanti con 200 Comuni coinvolti e circa 31 tonnellate di rifiuti raccolti; nel 2024 l’iniziativa confermò il suo appeal con altri 20 mila cittadini e 170 Comuni: vennero raccolte 31,2 tonnellate di rifiuti per un risparmio di 36,1 tonnellate di CO₂. Per la prima volta, Spazzamondo coinvolse anche il mondo imprenditoriale, con 18 aziende partecipanti.

E arriviamo alla storia recente, in cui il successo del progetto si arricchisce di adesioni. Nel 2025 si sono registrati 175 Comuni aderenti, oltre 20 mila cittadini partecipanti, 33 tonnellate di rifiuti raccolti e 80 istituti scolastici coinvolti. 

Un evento unico in Italia

Fin da subito, Spazzamondo si è caratterizzato per una particolarità: «Uno degli elementi più originali della manifestazione è la misurazione puntuale dei rifiuti raccolti, che vengono poi tradotti in termini di CO₂ equivalente», ha continuato Cavallo. «Questo permette di restituire ai partecipanti una stima concreta dell’impatto ambientale positivo generato dall’iniziativa. Inoltre, fin dall’inizio abbiamo proposto di raccogliere i rifiuti in modo differenziato. Vetro, carta, plastica e metalli vengono tenuti separati quando possibile, così da poter essere avviati al riciclo grazie alla collaborazione con i consorzi locali e i Comuni».

Il dialogo con la comunità cuneese ha portato anche ad apportare modifiche e miglioramenti alla manifestazione. «Negli ultimi due anni abbiamo concentrato maggiormente l’attività sul littering, cioè sui piccoli rifiuti abbandonati nelle città, evitando di focalizzarci sulle grandi discariche abusive. Il cittadino non può rimuovere pneumatici o materiali ingombranti, ma può intervenire concretamente su bottiglie, lattine e piccoli rifiuti. Questo approccio dà anche una soddisfazione immediata, perché consente di vedere subito il risultato del proprio impegno».

Come è andata la sesta edizione

Il 23 maggio scorso Spazzamondo ha trasformato nuovamente la provincia di Cuneo in un grande cantiere collettivo di civiltà. Migliaia di cittadini, vestiti con l’ormai iconica maglietta arancione, hanno risposto con entusiasmo all’appello della Fondazione CRC. A Cuneo più di 500 volontari si sono ritrovati al Parco Parri e da lì si sono divisi tra le zone verdi urbane e le rive dello Stura e del torrente Gesso. «È Un momento ormai storico, conosciuto e apprezzato dai cittadini che in genere sono molto presenti», ha detto la sindaca Patrizia Manassero. «È un impegno civico a tenere pulite le aree pubbliche. Lo deve fare l’amministrazione: ma così ognuno, per un pezzetto può contribuire».

Bra – dove la manifestazione è stata dedicata a Carlin Petrini, morto due giorni prima – oltre 400 persone si sono ritrovate in piazza Arpino fin dalla mattina per ritirare guanti, sacchi e kit di raccolta, poi si sono disperse tra strade e aree circostanti. Alla fine della mattinata sono stati raccolti circa 150 chilogrammi di rifiuti, ripartiti in 50 sacchi di rifiuti indifferenziati, 40 di plastica, 10 di carta e altri 10 di vetro.  «Cose strane ne abbiamo trovate», ha raccontato l’assessora Francesca Amato. «È saltato fuori perfino il paraurti di un’auto e poi ci sono sempre gli oggetti più strampalati: occhiali, borse, indumenti intimi di ogni genere. I bambini, soprattutto, arrivano con l’entusiasmo di chi vuole trovare il rifiuto più curioso».

Savigliano l’adesione è stata ancora più imponente: 962 partecipanti tra venerdì e sabato hanno setacciato piazzali di supermercati, siepi, parchi e piste ciclabili, raccogliendo oltre 150 sacchi e più di mezza tonnellata di rifiuti, in gran parte mozziconi, cartacce e bottiglie. Le scuole, dalle materne alle superiori, sono state le vere protagoniste, affiancate da aziende, dalla pro loco, dal personale dell’aeroporto di Levaldigi e da gruppi sportivi come l’Amatori basket. 

Ad Alba 450 volontari hanno ripulito la città in poche ore. Il bilancio è stato di 175 chili di rifiuti raccolti, con un dato significativo: circa il 50 per cento del materiale è stato differenziato e destinato al riciclo (37 chili di vetro, 36 di plastica, 8 di metalli, 6 di carta e 88 di indifferenziato), mentre a Mondovì si è registrato un record assoluto per la città: quasi 800 iscritti, il 30 per cento in più rispetto all’anno precedente, per un totale di oltre 300 chili di spazzatura raccolta (250 di rifiuti solidi urbani e 60 di vetro). Una partecipazione intergenerazionale e inclusiva, con bambini degli asili, studenti dei licei, associazioni sportive, progetti di accoglienza e richiedenti asilo che hanno lavorato insieme per una città più pulita. «Sono stati trovati rifiuti di ogni genere, soprattutto nelle aree vicino al fiume Ellero o nei giardinetti», ha raccontato il vicesindaco Gabriele Campora. «C’è chi getta i rifiuti sulla riva del fiume, quindi si trovano sempre lattine e bottiglie. Poi ci sono stati anche casi particolari come un lettore DVD e un cartello stradale». 

Le iniziative future

Oltre alla giornata di raccolta, l’edizione 2026 ha consolidato un percorso più ampio. La Fondazione CRC ha distribuito nuovi kit didattici a circa cento scuole della provincia per approfondire i temi del littering e del cambiamento climatico. Il bando “Spazzamondo - Sport per il Pianeta” ha coinvolto 29 realtà sportive, mentre gli appuntamenti di “Aspettando Spazzamondo” con lo spettacolo “Benvenuti nel MagiRegno” hanno avvicinato oltre trecento bambini e famiglie al tema ambientale nelle città di Cuneo, Alba e Mondovì. E non è finita qui perché l’iniziativa continuerà con i premi destinati ai Comuni, alle scuole e alle aziende più virtuose, la cui data sarà presto annunciata. Appuntamenti che potranno, e dovranno, consolidare la sensibilità ecologica della provincia in un momento in cui l’emergenza in cui si trova il nostro pianeta sembra essere dimenticata dalla politica. Ma non dai cittadini.

Questa puntata di L’Unica Cuneo termina qui. Se ti è piaciuta, condividila! E se pensi che ci sia una storia di cui dovremmo occuparci, faccelo sapere: ci trovi a info@lunica.email.

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