Caporalato, l’altra faccia della vendemmia
Circa 1.200 persone hanno sfilato ad Alba contro lo sfruttamento nelle vigne di Langhe e Roero. Le minacce al direttore della Caritas e le risposte di Coldiretti e del Consorzio del Barolo
Maurizio Bongioanni
10 min read
Vuoi crescere insieme a L’Unica?
L’Unica cresce grazie a chi la legge e a chi ha a cuore la propria comunità. Abbiamo deciso di offrire gratuitamente questo spazio alle associazioni e agli enti del terzo settore della provincia: a noi piacerebbe raccontare chi siete e cosa fate, a voi chiediamo di far conoscere L’Unica alle persone della vostra rete. Un modo semplice per crescere insieme.
Sabato 24 ottobre, un corteo è partito da via Pola, davanti al Centro di prima accoglienza della Caritas diocesana, e ha attraversato Alba contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro agricolo. Secondo le stime riportate dalla Gazzetta d’Alba e da Cuneo24, in strada c’erano circa 1.200 persone. Hanno sfilato anche il sindaco di Alba Alberto Gatto e i consiglieri regionali Mauro Calderoni e Giulia Marro. L’arrivo, previsto in piazza Michele Ferrero, è stato spostato dalla Questura in piazza San Paolo per motivi di sicurezza, legati all’afflusso di turisti e ai dehors dei locali.
Sul sagrato, dopo le testimonianze di alcuni braccianti, il vescovo Marco Brunetti ha detto che «rubare lavoro dignitoso significa rubare dignità, è un’offesa a Dio e all’uomo» e che «la persona viene prima del profitto, il bracciante prima della bottiglia di vino». Poi si è rivolto direttamente ai lavoratori, invitandoli ad «alzare la voce» e a pretendere contratti regolari, contributi e giorni di riposo.
Il punto di partenza non era casuale. In via Pola, durante la vendemmia, centinaia di lavoratori stagionali si sono messi in fila per un pasto, una doccia, un posto letto. Ed è lì, accanto alla mensa e al dormitorio, che ha scelto di stare il direttore della Caritas, don Domenico Degiorgis, per tutti don Dodo, che a settembre ha ricevuto un “avvertimento”.