Il Monferrato delle colline del cemento
Nel Casalese il ricordo delle miniere è affidato agli stabilimenti dismessi: un patrimonio di archeologia industriale da valorizzare
Paola Nano
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Le colline del Monferrato casalese, con il loro mosaico di campi, vigneti e boschetti, non raccontano soltanto una storia agricola: qui, il sottosuolo ha giocato un ruolo forse ancora più importante per l’economia e la società in quest’area del Piemonte. C’è infatti un’area che l’UNESCO ha inserito tra i patrimoni dell’umanità per la presenza degli infernot, piccoli ambienti sotterranei scavati nella bianco-dorata “pietra da cantoni”, usata come materiale da costruzione e per produrre la calce. E poi ci sono le colline del cemento e delle miniere, la cui storia è meno conosciuta ma meriterebbe di essere valorizzata per la presenza di straordinari manufatti dell’archeologia industriale che punteggiano le vallate e i pendii, in direzione da sud a nord tra i comuni monferrini di Ozzano e Coniolo, e da Pontestura a Casale sulla direttrice da Ovest a Est.
«È una storia che inizia circa 50 milioni di anni fa. Questa striscia di terreno collinare geologicamente appartiene alla formazione di Casale Monferrato, detta anche “Marne da Cemento”», ha raccontato a L’Unica il geologo Alfredo Frixa, studioso di quest’area. La “marna” è una roccia sedimentaria composta da una miscela di calcare e argilla. «Semplificando molto: a quell’epoca c’era un oceano tra l’Africa e l’Europa, sui cui fondali prevalentemente argillosi, nel corso dei millenni, si susseguirono frane sottomarine. Quando i due continenti si scontrarono, circa 40 milioni di anni fa, l’oceano scomparve e i suoi sedimenti emersero formando le Alpi. La formazione di Casale Monferrato fu l’ultimo deposito dell’oceano e fu successivamente coinvolta anche nel sollevamento dell’Appennino che portò, circa 7 milioni di anni fa, alla formazione delle colline del Monferrato. Gli strati di frana calcareo-marnosi hanno determinato, per le loro proprietà naturali, la nascita dell’industria del cemento e lo scavo delle miniere. La marna è infatti una roccia sedimentaria composta da calcare e argilla, che qui ha un tenore di carbonato di calcio variabile dal 73 al 78 per cento, ideale per produrre il cemento naturale».