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Dal Monferrato a una cella di Bengasi

La storia di Dina Alberizia, l’astigiana arrestata in Libia con altri nove volontari della spedizione di terra per portare aiuti a Gaza

Maurizio Bongioanni

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Dal Monferrato a una cella di Bengasi
Foto: Massimo Marchini

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Dina Alberizia non ama stare al centro del racconto. Lo si capisce fin dai primi minuti di conversazione: ogni volta che il discorso rischia di fermarsi su di lei, lo sposta altrove, su Gaza, sui convogli umanitari, sul medico palestinese Hussam Abu Safiya, di cui in questi giorni si torna a parlare dopo quasi seicento giorni di detenzione nelle carceri israeliane. È da lì, non da sé, che vuole cominciare.

Astigiana d’adozione – vive ad Albugnano, nel Basso Monferrato, dopo una vita trascorsa a Torino come educatrice in un asilo nido e l’origine pugliese – Alberizia è in pensione da quattro anni e ha un padre di novantotto che ha scoperto dalla televisione dove fosse finita la figlia. Perché tra la fine di maggio e il 23 giugno Dina è stata una dei “Sirte 10”: i dieci attivisti del convoglio di terra della Global Sumud trattenuti nel deserto libico mentre cercavano di aprire un varco umanitario verso la Striscia.

La spedizione via terra ha avuto, mediaticamente, meno spazio di quella via mare intercettata dalla marina israeliana. Eppure nasceva dalla stessa idea, declinata sull’asfalto anziché sull’acqua: portare aiuti e persone a Gaza. Organizzato dal movimento Sumud del Maghreb, attivo per la Palestina dal 2008, il convoglio era partito dalla Mauritania, si era ingrossato attraversando l’Algeria e aveva raccolto lungo il tragitto tra 250 e 300 persone di 28 Paesi: europei, ma anche delegazioni da Indonesia, Giappone, India, Sudamerica, Stati Uniti. «Volevamo portare aiuti e persone specializzate che potessero sostenere i palestinesi nella ricostruzione», ha spiegato a L’Unica. Il 15 maggio, giorno della Nakba – letteralmente la “catastrofe”, il giorno in cui viene ricordato l’esodo di 700 mila palestinesi nel 1948, anno della fondazione dello Stato di Israele – la carovana di pullman, ambulanze, camion carichi di case mobili destinate a Gaza è partita da un accampamento a pochi chilometri da Tripoli.

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