Sentirsi astigiani arrivando dalla Nuova Zelanda
Regan Sue, l’allenatore del Monferrato Rugby, è tornato in città l’anno scorso, portando la squadra in serie A. Per il coach il senso di appartenenza è importante: «Noi siamo di Asti»
Enzo Armando
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Ohakune sta letteralmente dall’altra parte del mondo. È una piccola città ai piedi di un vulcano e con una caratteristica peculiare: è l’unico posto sul pianeta ad aver innalzato un monumento alla carota – la Big Carrot, sette metri e mezzo di altezza piazzati nel bel mezzo di Carrotland, una specie di Disneyland degli ortaggi dove le attrazioni non sono Pippo e Topolino ma una patata, una rapa e naturalmente una carota. Ovviamente umanizzati. Ovviamente giganti.
Tra Ohakune e Asti ci sono più di 18 mila chilometri, e nessuno – né in Piemonte né in Nuova Zelanda – avrebbe mai saputo dell’esistenza dell’altra città se non ci fosse stato il rugby: una religione nella terra degli All blacks, uno dei pochi sport di vertice nell’Astigiano grazie al Monferrato Rugby, una squadra nata dall’inedita fusione con la rivale Alessandria che lo scorso anno ha conquistato la promozione in serie A.