La mappa del potere: i soldi, la Chiesa, l’industria
Terza puntata dell’inchiesta sugli uomini e le donne che tengono le redini di Genova. L’Unica racconta chi sono i potenti della città
Roberto Orlando
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C’era una volta la CARIGE. Attraverso la Fondazione – che deteneva la quota di maggioranza della banca – la Cassa di Risparmio aveva un potere enorme in città fino agli anni Novanta, il periodo del suo massimo splendore. Ora la CARIGE non esiste più – assorbita da BPER dopo una crisi sul filo del crac – e la Fondazione inevitabilmente si è molto ridimensionata. Presieduta da Lorenzo Cuocolo, docente di diritto pubblico comparato alla facoltà di Scienze politiche, un tempo regno assoluto del padre Fausto, la Fondazione lo scorso anno ha erogato contributi per la cultura, le attività sociali e la ricerca scientifica per un totale di 3,5 milioni: non sono le cifre di un tempo, ma nemmeno quattro spiccioli.
Più o meno la metà dei fondi destinati a Genova dalla ben più potente Compagnia di San Paolo, fondazione torinese la cui attività filantropica si estende in tutto il Nord-Ovest. La Compagnia soltanto a Genova ha previsto nel quadriennio 2024-2027 finanziamenti per 28 milioni. Il suo contributo è stato decisivo per il risanamento dell’Albergo dei Poveri in collaborazione con il Comune e l’università, e nel progetto “Linea Blu” che mira a consolidare il ruolo internazionale di Genova per l’innovazione sostenibile della Blue Economy. La referente a Genova della Compagnia è Nicoletta Viziano, figlia dell’imprenditore Davide Viziano. Il Gruppo di famiglia a Genova ha costruito e restaurato un po’ di tutto: dal Grattacielo SIP di Brignole, al contestato parcheggio di piazza Portello, dal palazzo della Meridiana alla Scalinata Borghese. Nicoletta Viziano è stata anche a lungo presidente del Museo del Mare.