La mappa del potere: i big del porto e la politica in chiaroscuro
Continua il viaggio de L’Unica tra gli uomini e le donne che tirano le fila della città. Chi sono i potenti di Genova, sulla scena o dietro le quinte
Roberto Orlando
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La partita politico-economica più importante della città si gioca tra le sue banchine. Il porto con i suoi 29 terminal dà occupazione diretta a 11 mila persone, ma in tutta la città metropolitana sono circa 60 mila le persone che svolgono attività legate al suo funzionamento. Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del mar Ligure Occidentale (che include il porto di Savona) è come se fosse un altro sindaco. Solo che non viene eletto dai genovesi e genovese questa volta non è. Il presidente viene nominato con decreto del Ministero dei Trasporti, d’intesa con il presidente della Regione, sentite le commissioni Trasporti di Camera e Senato.
Dal 25 luglio 2025 l’incarico è retto da Matteo Paroli, che è di Livorno, come livornese di provenienza è il segretario generale Tito Vespasiani. Paroli, avvocato esperto in diritto amministrativo, considerato in quota Lega, dal giugno scorso è pure presidente dell’Aeroporto di Genova, succeduto a sorpresa a Enrico Musso, docente di economia applicata, messo da parte in modo sbrigativo alla vigilia della privatizzazione dello scalo, sollevando persino le reazioni in sua difesa della sindaca Silvia Salis.