Meno asfalto contro il caldo
Le temperature medie sono in aumento: a luglio 25-27.2 gradi a Genova nell’ultimo quinquennio (trent’anni fa eravamo a 22.8-26.1 gradi). Il progetto “depaving” del Comune è uno degli strumenti per difendersi
Emanuele Cavo
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Nelle scorse settimane la sindaca di Genova, Silvia Salis, ha confermato l’inserimento del depaving nel Piano urbanistico comunale (PUC) annunciato in aprile su proposta dell’assessora all’Urbanistica, Francesca Coppola. Il capoluogo ligure è la prima città italiana a inserire nel PUC questa misura, che già da anni è diffusa in molte grandi città europee e che si inserisce nella strategia della “Città in quindici minuti”, ossia il modello che prevede di avere servizi essenziali e spazi pubblici raggiungibili in un quarto d’ora.
Lanciato nel 2008 a Portland, in Oregon, il depaving – o depavimentazione – consiste nella sostituzione di cemento e asfalto con aiuole, prati e aree verdi. A dare vita a questo movimento fu l’organizzazione no-profit “Depave”, in particolare grazie ai precursori Arif Khan e Kasandra Griffin, che per primi decisero di rimuovere l’asfalto dalle rispettive proprietà, sostituendolo con piante e giardini. Da lì la diffusione: da Portland a Vancouver, da Parigi ad Amsterdam, arrivando adesso fino a Genova.