Ma Genova ha davvero un problema di sicurezza?
Dalle ronde alle aggressioni contro minori stranieri: in città la paura divide i quartieri, mentre scuole e associazioni provano a fare da argine
Erica Manna
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Ronde nei quartieri. Persone migranti minorenni prese a sprangate. Un corteo che finisce a spintoni con tre giornalisti aggrediti. Cosa sta succedendo a Genova? La città guidata dalla giunta della sindaca Silvia Salis, che sta calamitando l’attenzione del campo progressista nazionale, allo stesso tempo è percorsa da tensioni sotterranee in nome della parola più ambigua di tutte: “sicurezza”. L’ultima occasione di scontro è stata la visita in città dell’ex generale Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, che sabato 11 luglio è stato ad Albaro, in una piazza Leopardi blindata, fronteggiato da un presidio di Genova Antifascista. Intanto, in centro – dove il comizio di Vannacci era inizialmente previsto – andava in scena una contro-manifestazione promossa da CGIL e ANPI, diventata un corteo: «Un presidio democratico in risposta al tentativo di Vannacci di occupare il centro di Genova con le sue politiche neofasciste», ha scandito Igor Magni, segretario della CGIL di Genova.
Proviamo a riavvolgere il nastro. Il primo fotogramma è a Sestri Ponente, la sera di sabato 6 luglio. Uno striscione bianco apre il corteo: “Insieme per la sicurezza”. A lanciare la manifestazione è un gruppo Facebook, “Genova Insicura”, che sui social si descrive così: «Siamo sempre più consapevoli che non esistano più zone o strade che possano dirsi realmente sicure. Il gruppo è stato creato con l’obiettivo di sensibilizzare le istituzioni, evidenziando come la situazione sia ormai fuori controllo e quanto sia necessario adottare interventi tempestivi e concreti». Alla marcia aderisce anche l’Unione dei Comitati Genovesi (UCG), e un migliaio di cittadini sfilano lungo via Sestri mostrando i cartelli: “Vogliamo uscire in sicurezza”.