L'Unica Torino

L’auto è un pezzo da museo

La Soprintendenza ha posto il vincolo sulla collezione del “Mauto”. Da asset industriale a valore culturale, un cambio epocale per le quattro ruote a Torino

Paolo Morelli

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L’auto è un pezzo da museo
Foto: Museo dell’Automobile

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Torino è conosciuta nel mondo anche per essere “la città dell’automobile”, sebbene le cronache abbiano ormai ampiamente raccontato della crisi del settore. Eppure, in città, il mezzo a quattro ruote inizia a vedersi sotto una prospettiva completamente diversa, quella artistica.

Lo scorso anno, il Museo dell’Automobile ha registrato 372 mila visitatori e sta diventando un punto di attrazione sempre più importante, nonostante la collocazione in corso Unità d’Italia, l’arteria che porta verso Moncalieri e la tangenziale, scomoda per i mezzi pubblici, anche se perfetta per lo splendido edificio che lo ospita. La scorsa estate, poi, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Torino, con un provvedimento che si è concretizzato pochi mesi dopo, ha posto il vincolo sulla collezione del Museo dell’Automobile. Significa che riconosce il valore artistico di auto d’epoca e altri modelli storici. Così, l’auto a Torino, più che un valore industriale, sta sempre più assumendo un valore culturale. È un cambio di paradigma.

«Il museo vanta una storia quasi centenaria di conservazione e tutela dei veicoli», ha spiegato a L’Unica la direttrice, Lorenza Bravetta, appena rinnovata per altri due anni. «Fin dall’inizio, perché, grazie alla visione del fondatore Carlo Biscaretti di Ruffia, i primi veicoli hanno avuto una valenza storica». Sebbene la prima sede del “Mauto” risalga al 1956, il museo esisteva già da vent’anni grazie alla collezione personale dell’architetto torinese, che sin dagli anni Trenta aveva iniziato a raccogliere modelli di auto «vecchie» per conservarle.

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