Vivere in un castello da ventotto generazioni
Ludovica Sannazzaro, attrice e creator digitale, racconta con ironia la sua vita da castellana del XXI secolo nella tenuta di Giarole
Beatrice Iato
5 min read
Vuoi aiutarci a migliorare L’Unica? Compila questo breve questionario, richiederà pochi minuti del tuo tempo. Grazie.
C’è un cartello, appeso a una porta pesante in un corridoio silenzioso del Monferrato, con una scritta in tedesco che recita Tür zu (porta chiusa). Non è un semplice reperto bellico, ma il simbolo di una resistenza d’altri tempi: quella della prozia Nina Maria Adelaide che durante l’occupazione nazista vietò ai soldati di entrare nelle sue stanze private con una tale fermezza che nessuno osò mai varcare quella soglia. Ottant’anni dopo, quel cartello è diventato uno dei tanti “punti di accesso” a un mondo che sembrava perduto. Oggi, a raccontare questa e mille altre storie tra le mura del Castello Sannazzaro di Giarole, c’è una ragazza di 24 anni che ha sostituito la resistenza silenziosa con la potenza della comunicazione digitale.
Ludovica Sannazzaro, attrice e creatrice del progetto social “The Castle Diary”, è la ventottesima generazione di una famiglia che abita questa fortezza fin dalla sua fondazione nel 1163. Quella della prozia Nina è solo una delle innumerevoli gemme storiche che Ludovica ha riportato alla luce, trasformando la sua casa in un caso mediatico internazionale. La sua missione è semplice ma ambiziosa: dimostrare che vivere in un castello non significa essere rimasti fermi al Medioevo, ma essere i custodi di un patrimonio che merita di diventare un’esperienza collettiva.
La nascita di un diario virale
Il progetto è nato quasi per scommessa nel 2021, in un momento in cui l’estetica regency di serie tv come Bridgerton stava colonizzando l’immaginario dei giovani. Ludovica Sannazzaro, guardando le stanze in cui è cresciuta, ha intuito che c’era un vuoto da colmare tra la fantasia e la realtà. «Mi sono proprio chiesta se le persone sanno dell’esistenza di una realtà tipo la mia, di persone che vivono in dimore storiche appartenute alla famiglia da così tanto tempo», ha raccontato a L’Unica. «O se invece l’idea generale è quella che chi vive nel castello deve essere per forza la famiglia reale».
I primi video, realizzati con la spontaneità di chi vuole sfidare gli stereotipi, hanno subito intercettato un pubblico vastissimo, curioso di scoprire se dietro i ponti levatoi esistesse davvero una vita normale. «Le persone non sapevano esattamente come potesse essere, non conoscevano questo tipo di vita e non riuscivano neanche a capirlo all’inizio, non riuscivano a collocarlo», ha detto ancora Sannazzaro, che ha così iniziato sui social la serie “Come la gente pensa/Com’è realmente”.
Oltre gli stereotipi
Uno dei pilastri del lavoro di Ludovica Sannazzaro è la capacità di rispondere con ironia alle domande più assurde. Il mito più difficile da sfatare? «Una delle credenze che mi ha stupito di più è quella legata al personale di servizio. O come spesso l’hanno chiamato, la servitù», ha ricordato. «Spesso si spingevano anche oltre, immaginando scenari da romanzo gotico per Maria, la nostra storica collaboratrice della famiglia: c’è anche chi mi ha chiesto se la lasciavamo chiusa nelle prigioni, se le davamo da mangiare... Cose veramente assurde. Ragazzi, avete visto veramente troppi film e troppe serie». Attraverso i suoi reel, Ludovica ha normalizzato la vita senza però intaccare il fascino di una dimora che resta un «bambinone enorme e vecchiotto» da curare con amore e fatica.

Il triangolo amoroso nascosto in un divano
Ma è scavando negli archivi e tra gli affreschi, spesso stimolata dalle domande dei suoi follower, che Ludovica ha riscoperto la vera anima del castello. Una delle storie più amate riguarda un antico divano rotondo nella sala da ballo, testimone di una gelosia d’altri tempi. Protagonisti sono l’antenato Giacinto e le sue due mogli: Gabriella, l’amore di gioventù morta prematuramente, e Aline, la seconda consorte.
Gabriella e Giacinto avevano fatto inserire i loro stemmi intrecciati in un mosaico sul pavimento. «Quando Giacinto si risposa con Aline, lei non ha nessuna voglia di vedere lo stemma dell’ex moglie al centro della sala più importante del castello», ha raccontato Ludovica. «Quindi fa costruire questo divano rotondo che è esattamente del diametro del cerchio dove sono inseriti i due stemmi per coprire e nascondere completamente le tracce della moglie precedente». La scoperta dei diari segreti di Aline nell’archivio di famiglia ha poi rivelato il lato umano di questa donna, passata dal desiderio del convento alla felicità di una nuova famiglia: «Leggendoli vedi una donna che all’inizio non è molto convinta di questa piega che la sua vita ha preso e poi piano piano si trasforma. È un modo diverso di scoprire la storia nazionale e del territorio».
Un’attrice tra due mondi
Ludovica Sannazzaro però non ha mai rinunciato alla sua carriera artistica. Diplomata in America nel 2022, ha calcato palchi importanti, dal debutto milanese per il Ballo del Ceppo di Harry Potter fino al recente tour nazionale con il musical Lupin.
Questa doppia anima, attrice e creator, le permette di dare un taglio unico alla narrazione del Monferrato. «Una cosa di cui sono molto fiera è il modo in cui riesco a comunicare, a raccontare queste storie che permette a tanta gente di farne parte». Il suo lavoro sui social non è soltanto intrattenimento, ma una forma di moderna tutela culturale che attira turisti ed eventi a Giarole, sostenendo l’attività di famiglia che comprende un bed and breakfast e un’azienda agricola.
Il futuro: un ponte tra storia e fantasy
Per Ludovica, il Castello Sannazzaro non è una proprietà privata da recintare, ma un libro aperto. Sta lavorando a un nuovo format che unisca storia e fantasy, cercando linguaggi sempre nuovi per coinvolgere le generazioni più giovani. Il suo obiettivo finale resta quello di far sognare, mantenendo però i piedi piantati nella realtà: «La cosa che mi piace di più è essere riuscita a far rivivere una realtà storica reale. Voglio continuare a renderla accessibile e vivibile a tutti quanti».
Così, tra una prova a teatro e un video montato nella sua camera, Ludovica Sannazzaro continua a scrivere il suo diario. Un diario dove il cartello Tür zu della prozia Nina Maria non serve più a chiudere fuori il mondo, ma a invitare tutti a scoprire quanto possa essere contemporanea una storia iniziata quasi mille anni fa.
Questa puntata di L’Unica Alessandria termina qui. Se ti è piaciuta, condividila! E se pensi che ci sia una storia di cui dovremmo occuparci, faccelo sapere: ci trovi a info@lunica.email.
I vostri messaggi
“L’Unica è un’occasione per conoscere meglio il territorio in cui vivo da anni”.
— Chiara T.
E tu cosa ne pensi del nostro progetto?
ScriviciTi consigliamo anche:
🏫 Dal Cuneese una scuola per la Cisgiordania (da L’Unica Cuneo)
🇫🇷 Meloni ha celebrato un accordo con la Francia che anni fa criticava (da Pagella Politica)
🗳️ Vuoi arrivare preparato alle elezioni del 2027? Pagella Politica ha scritto La regola del gioco, la guida alla nuova legge elettorale. Per leggerla, attiva la membership a questo link!