L'Unica Alessandria

Vivere in un castello da ventotto generazioni

Ludovica Sannazzaro, attrice e creator digitale, racconta con ironia la sua vita da castellana del XXI secolo nella tenuta di Giarole

Beatrice Iato

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C’è un cartello, appeso a una porta pesante in un corridoio silenzioso del Monferrato, con una scritta in tedesco che recita Tür zu (porta chiusa). Non è un semplice reperto bellico, ma il simbolo di una resistenza d’altri tempi: quella della prozia Nina Maria Adelaide che durante l’occupazione nazista vietò ai soldati di entrare nelle sue stanze private con una tale fermezza che nessuno osò mai varcare quella soglia. Ottant’anni dopo, quel cartello è diventato uno dei tanti “punti di accesso” a un mondo che sembrava perduto. Oggi, a raccontare questa e mille altre storie tra le mura del Castello Sannazzaro di Giarole, c’è una ragazza di 24 anni che ha sostituito la resistenza silenziosa con la potenza della comunicazione digitale.

Ludovica Sannazzaro, attrice e creatrice del progetto social “The Castle Diary”, è la ventottesima generazione di una famiglia che abita questa fortezza fin dalla sua fondazione nel 1163. Quella della prozia Nina è solo una delle innumerevoli gemme storiche che Ludovica ha riportato alla luce, trasformando la sua casa in un caso mediatico internazionale. La sua missione è semplice ma ambiziosa: dimostrare che vivere in un castello non significa essere rimasti fermi al Medioevo, ma essere i custodi di un patrimonio che merita di diventare un’esperienza collettiva.

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