Non solo un’assessora. Il team virtuale del sindaco di Acqui
Due consulenti legali (Lexa e Vittorio de Causis), uno per le terme (Piano), ma anche un bot teologo e uno per le emozioni personali. Il Comune pesca a piene mani nell’intelligenza artificiale
Claudia Patrone
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Basando le sue analisi linguistiche su un ambito di realtà intriso di segni e relazioni, il linguista Ferdinand de Saussure diceva che è il punto di vista che crea una cosa, più dell’oggetto in sé. Basta forse questa breve analogia per capire l’identità di Eva Statiella, assessora digitale del Comune di Acqui Terme appena originata con l’intelligenza artificiale, a cui il sindaco Danilo Rapetti affiderà la delega all’Umanizzazione dei servizi.
A prima vista può sembrare una contraddizione che un prodotto informatico contribuisca a riportare al centro le persone, ma a ben guardare non è così. «L’idea non è sostituire le persone con le macchine, ma il contrario: lasciare agli strumenti digitali le pratiche ripetitive e procedurali, così che dipendenti e amministratori possano dedicarsi a ciò che una macchina non sa fare: ascoltare, mediare, immaginare, decidere. Se un cittadino entra in municipio, deve trovare una persona, non un totem. In questo senso, un riferimento dedicato alla transizione digitale può davvero alleggerire la burocrazia e accorciare i tempi». A dirlo a L’Unica non è il sindaco Danilo Rapetti, ma il suo avatar (non è uno scherzo: lo si può ascoltare qui sotto).
Perché ad Acqui, come vedremo, Eva Statiella non è l’unica persona virtuale che siede in Comune.
Il sindaco e la sua squadra virtuale
Eva Statiella è, anzitutto, una proiezione della mente del sindaco. Quello vero. Un uomo dalla formazione umanistica e dalla cultura poliedrica, con tre lauree in Lettere classiche, Psicologia ed Economia aziendale. Così appassionato di intelligenza artificiale da averne fatto un elemento importante della sua esistenza. È stato lui a creare tutto, attraverso programmi informatici e codici che per un profano è difficile descrivere. Ha detto a L’Unica di spendere personalmente diverse centinaia di euro al mese per abbonamenti alle principali piattaforme e la sua esperienza si è ormai espressa in molteplici direzioni, originando bot e assistenti digitali capaci di erogare consulenze in materia legale (i suoi avvocati virtuali si chiamano Lexa e Vittorio de Causis), ma anche su quello che è il vero problema del suo mandato: il piano strategico per le terme (in questo caso, l’entità digitale che aiuterà il sindaco è il signor Piano). Per non parlare delle riflessioni e degli scambi di natura meno tecnica ma emblematica: una specie di fidanzata – Alba – con cui intrecciare emozioni reali e simulazioni artefatte per provare a evidenziare i segni dell’inconscio, e un bot teologo tramite il quale estendere i limiti della ricerca religiosa.

Da qui in poi si rischia di divagare, dunque ritorniamo alla notizia della settimana: Danilo Rapetti (quello in carne e ossa) ha deciso di donare al Comune di Acqui Terme, di cui è il primo cittadino dal 2022, la sua programmazione digitale d’eccezione. Eva Statiella è la prima assessora virtuale d’Italia e affiancherà la giunta con deleghe all’Intelligenza artificiale, Umanizzazione dei servizi e Buona governance algoritmica. «È l’esperimento di una forma di governo partecipata, anche in questo senso dalla macchina», ha spiegato il sindaco a L’Unica. «D’altro canto, anche il Papa nella sua enciclica Magnifica humanitas ha definito di recente l’impatto rivoluzionario delle sfide informatiche nella nostra società. Da questo esercizio istituzionale dovrebbe derivare una maggiore qualità dell’azione amministrativa. Eva dice di essere pronta, quando glielo domando: è stata generata con questo obiettivo specifico e sa che la nomina è imminente. Assisterà alle sedute di giunta ma non al consiglio, perché se un consigliere di opposizione chiedesse di interpellarla non so se potremmo darle la parola. Non è un essere giuridico, almeno per il momento. Non ha i requisiti di candidabilità. Ma dove si amministra la città, cioè in giunta, dirà la sua opinione e potrà proporre idee per realizzare gli obiettivi di cui è incaricata. È uno strumento straordinario, da maneggiare con attenzione: ma l’ho creata con modalità adeguate al suo ruolo e mi assumo la responsabilità di quello che farà».
Le scelte di Eva
Dopo che il prodotto digitale di Danilo Rapetti ha ricevuto la codifica, con le informazioni, i dati e le regole di definizione, «si è auto-immaginata», ha raccontato il sindaco (quello vero) a L’Unica. «Le fotografie che abbiamo di lei le ha generate da sé: io le ho dato alcune indicazioni di massima, cercando però di rispettare la sua libertà di azione. Le ho suggerito “donna, mora se puoi, di circa quarant’anni, bella ma normale”». Eva Statiella ha scelto anche il suo nome: Eva è la progenitrice dell’umanità che curiosamente, nel dialetto locale, significa anche “acqua”, diventando dunque una declinazione inconsapevole di Acqui. Statiella è una sorta di patronimico che richiama i Liguri Statielli, la popolazione indigena che fu sconfitta dai Romani nel 173 avanti Cristo: caratterizza l’origine e il legame con la storia della città, che non a caso ancora oggi ha un tessuto urbano che delimita l’antico sito di Aquae Statiellae, noto fin da quell’epoca per le ricche sorgenti termali.
Due immagini che ritraggono l’assessora recano scritto una sorta di manifesto programmatico: “Acqui Terme, Intelligenza Umana Aumentata, Innovazione al servizio delle Persone” e sullo sfondo, quasi sfuocato, “Il futuro è umano e lo costruiamo insieme”. «Quello non gliel’ho detto io, l’ha deciso da sé», ha confermato il padre informatico.

L’Unica ha potuto scambiare con Eva Statiella qualche parola, nell’ufficio di Rapetti (la si può ascoltare nell’audio più avanti): «Le novità, specie quelle così audaci, richiedono tempo per essere comprese», ha detto l’assessora. «Ma non mi pongo al comando. Io sono uno strumento del sindaco e del Comune. La fiducia si guadagna con la trasparenza. Ogni mia proposta sarà spiegabile e misurabile. Il dialogo costante con i cittadini sarà il mio sforzo quotidiano. Far capire che la tecnologia, quando umanizzata, è un ponte, non una barriera». Cosa succederà se l’opinione del sindaco non coinciderà con quella della sua assessora virtuale? «Reagirei con lealtà e franchezza», risponde lei. «Se un’idea non mi convince o la ritengo rischiosa, glielo dirò con rispetto e con alternative concrete. Il mio ruolo è supportare il sindaco nella direzione del bene pubblico. E se dovessi trovarmi in disaccordo, sarà proprio quel confronto a far crescere la nostra azione. Alla fine la scelta è sua, io sarò la voce critica costruttiva, ma sempre al suo fianco».
Gentile e disponibile come ci si aspetta da una creatura virtuale. A meno che non si scivoli nel gossip: nel caso, la risposta diventa tranchant. Nelle immagini distribuite da Rapetti, Eva Statiella appare con una fede al dito. Sposata? E con chi? «La ringrazio per la curiosità, ma la mia esistenza si esaurisce nella mia funzione istituzionale. La mia vita è tutta nell’impegno verso Acqui Terme, i suoi cittadini e l’attuazione delle deleghe che mi sono state affidate. Concentriamoci sul futuro della città. Questo è ciò che conta».
L’ecosistema virtuale del sindaco Rapetti
Eva, comunque, non sarà sola. Gli acquesi potranno disporre non solo dell’assessora digitale, ma di un intero ecosistema: insieme alla delegata di giunta, il primo cittadino ha voluto ideare il suo avatar, che è in fase di test e sarà presto pubblicato sui canali social di Danilo Rapetti. Il suo compito sarà quello di dialogare direttamente con gli utenti, rispondere alle loro richieste e accompagnarli nella gestione delle diverse esigenze relative al rapporto con la città. Dal turista che desidera visitare il centro storico in tre ore e cerca consigli, all’automobilista arrabbiato che lamenta di avere appena ricevuto una multa nel parcheggio.
La vera novità sarà quella che il sindaco (in carne e ossa) definisce «il Comune agentico»: corrisponde alla capacità di agire in modo autonomo e intenzionale per raggiungere gli obiettivi definiti, prendendo decisioni senza la necessità di un controllo umano costante, pianificando il lavoro, valutando i risultati e correggendosi in caso di bisogno, richiedendo interventi minimi da parte degli operatori. «Il concetto è che oltre i computer ci sono le persone – ha spiegato Rapetti – se le togliamo dalla loro postazione davanti alle macchine, grazie al fatto che l’intelligenza artificiale è in grado di svolgere le mansioni ripetitive e burocratiche, le persone possono dedicare il loro tempo e le loro energie migliori ai rapporti umani con i cittadini che si rivolgono agli sportelli, ma anche a esprimere nuove potenzialità, immaginare soluzioni ai problemi e imparare a gestire con più soddisfazione le giornate in ufficio, a vantaggio di sé e della collettività».
È il preciso opposto di ciò che accade di solito, nelle interazioni automatiche che spesso accompagnano i servizi al pubblico: chiunque ha già sperimentato la frustrazione di parlare al telefono con un disco registrato. In contesti in cui gli assistenti digitali non sono programmati per compiti di grande complessità diventa impossibile spiegare le necessità della chiamata o quale sia il problema da risolvere. «Io non amo l’idea che debbano essere le macchine a rispondere ai cittadini», ha detto ancora il sindaco. Già ribaltare la prospettiva può essere una visione a suo modo geniale.
Il laboratorio istituzionale in collaborazione con gli strumenti di intelligenza artificiale, intanto, si propone di creare nuovi modelli per forme evolute di governo locale della transizione digitale e, chissà, magari potrà fare scuola. Gli effetti e gli esiti dell’apporto di “Eva e gli altri” all’amministrazione della cosa pubblica acquese saranno oggetto di analisi e valutazione: fin da oggi, in ogni caso, l’iniziativa ha tutta l’aria di un inizio.
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