L'Unica Asti

Come ha fatto Rasero a prendersi tutta la città

La presidenza della Banca è l’ultima mossa di una partita a scacchi cominciata tre anni fa. Politica, economia, cultura: tutto nelle mani del sindaco-presidente

Paolo Viarengo

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Come ha fatto Rasero a prendersi tutta la città
Foto: profilo Facebook di Maurizio Rasero

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Gioco. Partita. Incontro. La guerra di Asti è finita e c’è un vincitore su tutta la linea: si chiama Maurizio Rasero. L’intero territorio è occupato da forze a lui fedeli, agli altri restano la guerriglia, la resistenza o la resa incondizionata. L’ultimo tassello del mosaico si è incastrato in questi giorni con la presidenza della Banca di Asti.

I tre incarichi contemporanei di sindaco, presidente della Provincia e presidente della Banca di Asti avevano scatenato polemiche. Un vecchio leone come Roberto Marmo, già sindaco di Canelli, presidente della Provincia in quota Democrazia Cristiana, forse più per invidia che non per ideale lo aveva definito «uno e trino». Lo stesso Marmo, infatti, non aveva considerato che gli incarichi erano (e sono) molti di più e il controllo sul territorio era (ed è) decisamente maggiore.

Adesso Rasero si è dimesso dalla Provincia, ma quell’incarico si è dimostrato la chiave della sua scalata. Ma andiamo con ordine. Come un buon scacchista: il sindaco aveva posizionato i suoi pezzi con lungimiranza, prevedendo in anticipo le mosse dell’avversario. Negli scacchi la vittoria arriva se si riesce a conquistare il centro della scacchiera, se si vuole conquistare Asti, invece, occorre passare dal consiglio d’indirizzo della Fondazione.

Attenzione: il consiglio d’indirizzo, non quello d’amministrazione o la presidenza. Quelli arrivano di conseguenza.

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