La scuola che ha fatto di Asti una capitale del fumetto
Dalla passione al professionismo. Storia di una scommessa nata dall’amicizia tra un giornalista e due grandi disegnatori come Luigi Piccatto e Gino Vercelli
Alberto Gallo
8 min read
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Nessuno avrebbe potuto pronosticare risultati simili. Forse nemmeno i fondatori, per quanto animati da intenzioni serie, si sarebbero aspettati di superare mille allievi e una trentina di docenti in poco più di cinque lustri. Negli anni Novanta creare una scuola di fumetto era un’idea pionieristica, quasi visionaria. Una scommessa ambiziosa che, anno dopo anno, ha saputo conquistare sempre più spazio diventando una realtà radicata nel territorio. Per questo non è eccessivo affermare che parlare della Scuola di Fumetto di Asti equivalga a parlare del fumetto astigiano: nelle vesti di insegnanti o in quelle di allievi, chiunque si occupi di fumetto ad Asti è passato da quei banchi.
Le radici del progetto
Ma per capire come si è arrivati fin qui bisogna risalire il fiume del tempo al 1996, quando i primi semi del progetto germogliano dall’amicizia del giornalista Enzo Armando con Luigi Piccatto e Gino Vercelli, disegnatori di Sergio Bonelli Editore, la più grande casa editrice specializzata d’Italia, quella di Tex e Dylan Dog. «All’epoca esisteva una scuola di fumetto gestita dalla Regione in Sicilia, mentre quelle di Torino e Milano erano private», ha raccontato Armando a L’Unica. «Noi non eravamo in grado di creare una scuola privatamente. Decidemmo così di presentare all’amministrazione comunale un progetto preparato con Emanuele Pozzi, un uomo di finanza appassionato di fumetti, ma fu bocciato». Passano due anni di silenzio, l’idea della scuola sembra eclissarsi, poi il telefono di Armando squilla: «Era Salvatore Leto, dirigente comunale del Centro Giovani di Asti. Ci convocò per comunicarci che, tra i progetti da attivare, aveva recuperato dal cassetto il nostro».
E così, mentre Dylan Dog spopola in edicola e le convention del settore cominciano a moltiplicarsi sulle tracce del Salone Internazionale di Lucca – destinato a trasformarsi nell’attuale kermesse di “Lucca Comics and Games” – tra il 1998 e il 1999 si materializza la prima classe della Scuola di Fumetto di Asti, unico esempio italiano di didattica della “nona arte” a gestione comunale. Piccatto e Vercelli insegnano le tecniche di disegno, Armando si occupa di storia e linguaggio del fumetto, mentre il braccio operativo del Comune di Asti si chiama Denise Passarino. È lei a guidare la macchina dietro le quinte, spaziando dalla programmazione agli aspetti burocratici.
Dopo quasi trent’anni, i suoi ricordi di quel periodo sono ancora nitidi: «Seguivo l’amministrazione del Centro Giovani sotto tutti i profili, sia quelli organizzativi che quelli economici», ha raccontato a L’Unica. «Avevamo progetti musicali, culturali, laboratori creativi, una sala computer e un auditorium. Era un luogo vivo, in cui i giovani mettevano il loro talento al servizio della cittadinanza». L’ambiente ideale per diventare la casa natale della Scuola di Fumetto: «A scuola i ragazzi trovavano uno spazio dove esprimere un talento che non potevano esprimere altrove. E lo facevano con due disegnatori d’eccellenza».

Il contatto con i professionisti
Agli inizi il numero delle richieste di iscrizione è talmente elevato da rendere necessaria una selezione preliminare. In un tempo in cui entrare in contatto con i professionisti non era semplice, Passarino ricorda come gli aspiranti allievi si trovassero al cospetto degli insegnanti senza sentirsi giudicati, ma ricevendo consigli e valutazioni costruttive. Sono tra i primi segnali della bontà del progetto, di come la scuola abbia saputo intercettare un’esigenza sotterranea.
Negli anni la crescita è vertiginosa, scaturita progressivamente in una realtà sempre più articolata. Mentre il corso base evolve da anno singolo in biennio, l’offerta formativa si amplia con l’aggiunta di nuovi percorsi didattici per adulti e bambini: manga, umoristico, acquerello e illustrazione sono i principali, ciascuno gestito da un professionista del settore. Nel corso del tempo verranno avviate collaborazioni con pezzi da novanta del fumetto italiano: ad Asti sono arrivati disegnatori del calibro di Sergio Zaniboni (a lungo matita principe di Diabolik), Giuseppe Palumbo (autore capace di passare dalla produzione autoriale a quella da edicola) e Luigi Corteggi (il più celebre art director del fumetto italiano, autore di centinaia di copertine per Kriminal e Satanik), ma anche sceneggiatori come Antonio Serra, Pasquale Ruju e Claudio Chiaverotti, tutte firme di primissimo livello della Bonelli.
Con il tempo, lo staff di insegnanti vedrà l’inserimento di nomi astigiani come Sergio Ponchione (copertinista di Linus e autore di una rivisitazione di Popeye inserita in una raccolta americana premiata con un Eisner Award, l’Oscar del fumetto assegnato a San Diego), Elena Pianta (disegnatrice Bonelli e Disney) e Federica Di Meo, considerata la più importante mangaka italiana. Al termine di ogni annata, la cerimonia di consegna dei diplomi e un volumetto con i lavori realizzati durante l’anno celebrano il percorso degli allievi, rinnovando una tradizione ormai consolidata.

Il ricordo di Luigi Piccatto (1954-2023)
Secondo Armando, «senza Piccatto e Vercelli tutto questo non sarebbe mai avvenuto. In particolare, nelle prime annate buona parte degli allievi si iscriveva grazie alla presenza di Luigi». È stato così anche per Renato Riccio, allievo della scuola a metà anni Duemila. «Avere a pochi chilometri un corso dove insegnava un artista che amavo su Dylan Dog ha fatto la differenza», ha detto a L’Unica il disegnatore alessandrino, che certamente non avrebbe mai immaginato che, dietro l’angolo, lo aspettava il salto della barricata. Perché Riccio sarebbe diventato il collaboratore più fedele di Piccatto: «Cominciai a frequentare lo studio di Luigi già durante il periodo della scuola», ha raccontato. «Se respirare quell’atmosfera era emozionante, mettere le mani sulle tavole originali diventava una responsabilità da far tremare le gambe. All’inizio, però, svolgevo compiti minori: solo in un secondo momento sono arrivato a ricoprire le mansioni principali come l’inchiostrazione e il disegno degli sfondi». Un impegno portato avanti senza sosta fino al 2023, quando il destino ha strappato via Piccatto in un’alba di metà marzo.
Di sicuro il maestro di Dylan Dog è stato il primo a convertire la scuola in un’opportunità lavorativa. Emma Martinelli, Luca Bosio, Walter Riccio, Matteo Santaniello, Francesco Scrimaglio: sono tanti gli allievi arruolati da Piccatto nel suo staff, giovani senza esperienza entrati nella dimensione del professionismo dalla porta principale. Molti di loro, terminata l’esperienza da assistenti, hanno continuato a correre con le proprie gambe: Andrea Broccardo collabora con diversi editori americani su titoli come Spider-Man e Star Wars, mentre Giulia Massaglia e Stefania Caretta firmano i disegni di Diabolik. Lo stesso Renato Riccio prosegue il suo percorso in Bonelli con Dylan Dog e Martin Mystère. Ma ci sono altri allievi che, pur non transitando dallo studio di Piccatto, hanno fatto carriera: è il caso di Alessio Moroni, attivo in pianta stabile sul fantasy Dragonero, o di Marco Mastrazzo, illustratore di copertine pittoriche per i colossi americani Marvel e Dc Comics. Difficile trovare un’altra realtà italiana con un numero così alto di allievi diventati professionisti.
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La scuola oggi
Oggi la scuola appartiene ancora al Comune di Asti, ma dal 2019 viene gestita dall’Associazione ATF, presieduta dallo stesso Armando con la direzione artistica di Marco Avoletta, un allievo della prima edizione. Oltre a lui, tanti altri ex studenti continuano a essere legati alla scuola: Moroni è diventato docente dietro sua stessa richiesta, Barbara Fantaguzzi insegna acquerello, Letizia Veiluva illustrazione, Evelina Forno ha tenuto a battesimo il corso di manga per ragazzi oggi curato da Marco La Sala. Tutte figure che contribuiscono a tramandare lo spirito della scuola: «Oltre a fornire le basi del disegno, cerchiamo di inculcare l’aspetto professionale», ha spiegato Armando. «L’ambiente è disteso, amicale: quando gli insegnanti sono appassionati è più facile interagire».
Dopo 25 anni di gestione totale, anche Passarino continua a fare la sua parte: «Il Comune fornisce gli spazi, offre supporto operativo e si occupa della comunicazione. Da questo punto di vista rappresenta un segno di continuità. Nel corso del tempo abbiamo cambiato sette sedi, organizzato la trasferta in pullman a Lucca Comics per dodici anni e gli allievi hanno fondato le associazioni Alfa e Compagnia del Fumetto. Ogni percorso ha creato sinergie nuove, fondendo un processo di miglioramento interno e contaminazioni con altre realtà».

Quel progetto sgorgato alle soglie del 2000 è ormai diventato un’istituzione, un brand riconosciuto anche oltre i confini astigiani. Certamente una delle chiavi del successo è stata la componente sociale, quella spinta che trasforma la passione in un momento di aggregazione e di condivisione. Armando fa notare che «tutti gli ex allievi della scuola ricordano la loro classe. Molti di loro sono rimasti in contatto, si conoscono anche se hanno frequentato annate diverse perché il fumetto fa da collante. In fondo, è una passione di nicchia: partecipando alla scuola, gli allievi possono trovare altre persone con cui parlarne. Le classi cementano amicizie unite da un medium, annullando le barriere dell’età e della provenienza».
Probabilmente il risultato più prezioso della Scuola di Fumetto di Asti sta proprio qui. Non tanto nei diplomi consegnati o nelle carriere avviate, ma nei legami che ha saputo intrecciare. A ben vedere, il tratto in comune di quasi tutte le storie è proprio l’incontro: può essere quello tra futuri colleghi o tra appassionati con cui condividere un interesse che là fuori sembra non appartenere a nessuno, ma cambia poco. In qualsiasi caso, è il segno più marcato di una realtà partita come luogo di formazione e arrivata a essere una grande comunità. Una realtà capace di creare un senso di appartenenza, come qualsiasi vera scuola. Forse più di qualsiasi altra scuola.
Per avere maggiori informazioni sulla Scuola di Fumetto e Animazione di Asti puoi consultare questo sito.
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