L'Unica Cuneo

Il pericolo per le campagne viene dall’Asia

Sette comuni cuneesi inseriti nella “zona infestata”. La Popillia japonica minaccia frutteti, vigneti e campi. Il Piano regionale prova a contenerla, ma secondo gli agronomi contro un insetto così vorace, gli insetticidi non bastano

Paola Nano

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Il pericolo per le campagne viene dall’Asia
Foto: Unsplash

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Un piccolo coleottero dai riflessi verde metallo e il dorso ramato minaccia i raccolti degli agricoltori piemontesi: frutteti, vigneti, campi di soia e mais hanno già subìto gravi danni. Si chiama Popillia japonica, arriva dall’Asia e, in assenza di predatori naturali, si diffonde indisturbata. Data la sua voracità, riesce ad azzerare interi raccolti. Per gli agricoltori è un incubo che richiama il racconto biblico di una delle piaghe d’Egitto: «Le cavallette assalirono tutto il Paese [...]. Divorarono ogni erba della terra e ogni frutto d’albero; nulla di verde rimase sugli alberi e delle erbe dei campi».

Per evitare questo scenario catastrofico, gli istituti di ricerca, le associazioni di categoria e la Regione Piemonte stanno cercando di affrontare il problema, e non da oggi. I primi esemplari di questo insetto furono avvistati oltre dieci anni fa lungo le sponde del Ticino, e negli anni l’infestazione è arrivata a coinvolgere massicciamente Canavese, Biellese, Novarese, Vercellese, Torinese, Astigiano. E adesso incombe sulla provincia di Cuneo.

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