L'Unica Cuneo

Tutti contro l’inceneritore

La Regione e i commercianti fanno fronte comune contro il progetto della giunta di Marco Bucci sul versante ligure della valle Bormida

Claudia Patrone

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Tutti contro l’inceneritore
Foto: Unsplash

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Il basso Piemonte e l’entroterra savonese fanno fronte comune per scongiurare la costruzione di un inceneritore nella parte ligure della valle Bormida. L’alleanza ormai è solidissima: la rappresentazione plastica si è avuta giovedì 10 settembre a Cortemilia. Qui, nelle Langhe cuneesi al centro di questo territorio di confine, era in programma un’assemblea pubblica di informazione e sensibilizzazione sul progetto della giunta ligure di Marco Bucci, con un iter che va avanti da mesi nonostante evidenti proteste di tutte le comunità locali.

Una commissione incaricata sta esaminando le proposte pervenute dalle aziende interessate a realizzare l’impianto, ma sui dettagli è calato il riserbo: non si conoscono i piani industriali, le localizzazioni e le prospettive, mentre finora la politica non ha indicato un perimetro definitivo di azione, lasciando fare ai soggetti privati portatori di interessi economici.

Circa un anno e mezzo fa, all’inizio di febbraio 2025, l’Agenzia regionale ligure per i rifiuti, in base agli indirizzi di uno studio di caratterizzazione dei siti della società RINA, aveva considerato idonee cinque aree sul territorio ligure, di cui due in valle Bormida: Cairo Montenotte e Cengio. Entrambe a ridosso del Cuneese, terra conosciuta e apprezzata per l’agroalimentare di pregio, la viticoltura con uno sviluppo crescente per lo spumante Alta Langa, la qualità della vita e il turismo che privilegia circuiti fuori dai grandi centri e dagli itinerari di massa.

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