Teen Star, nelle scuole del Cuneese i corsi della discordia sulla sessualità

L’associazione è stata più volte contestata: “Suggerisce metodi contraccettivi non sicuri ed è troppo vicina alla Chiesa Cattolica”. La replica: il nostro programma è laico

Teen Star, nelle scuole del Cuneese i corsi della discordia sulla sessualità
Foto: Unsplash

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Teen Star è un programma di educazione alla sessualità e all’affettività che negli anni scorsi ha sollevato pesanti polemiche. Al centro delle contestazioni le tematiche affrontate in alcuni corsi a Torino e a San Donà di Piave, dove genitori e allievi hanno protestato per i possibili legami tra gli organizzatori ed enti e associazioni vicini alla Chiesa cattolica. Dalle prime settimane dell’anno, un rilancio delle attività proposte da Teen Star è in corso in diverse città del cuneese. In particolare, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio, il progetto è stato presentato nei comuni di Busca, Alba e Revello. In realtà, però, il progetto è attivo sulla provincia di Cuneo da molto prima. A maggio 2024, infatti, il Forum delle associazioni familiari della provincia di Cuneo ha festeggiato i dieci anni di presenza di Teen Star sul territorio della provincia.

Chi sono i tutor di Teen Star

Come si legge sul sito dell’associazione, «Teen Star è un programma di educazione affettivo-sessuale che si avvale di un processo educativo rispondente alle modalità di conoscenza e di azione che contraddistinguono le nuove generazioni. Un percorso che accompagna i ragazzi a riconoscere la bellezza e l’armonia di un corpo fatto per la comunicazione e la relazione». Il programma promuove «la consapevolezza della propria identità personale e l’autostima attraverso la conoscenza della corporeità, nelle sue dinamiche biologiche ed espressive, l’empatia e la scoperta dell’alterità».

A tenere i corsi nelle scuole sono tutor formati dall’associazione, che dal 2016 è accreditata dal Ministero dell’Istruzione come ente di formazione riconosciuto e parte del Registro unico del terzo settore. La formazione dei tutor prevede due livelli: un primo livello di insegnamento teorico con formatori medici e pedagogisti, e un secondo più pratico. I tutor possono essere docenti, educatori, pedagogisti, ostetrici, psicologi o medici e la formazione si basa, secondo Teen Star, su «pubblicazioni di letteratura scientifica selezionate e aggiornate da un comitato accademico medico internazionale».

La fondazione del programma risale agli anni Ottanta del ‘900, negli Stati Uniti, su iniziativa di Hanna Klaus – professoressa associata di Ginecologia e Ostetricia della George Washington University e suora medica missionaria – a seguito, tra le altre cose, della sentenza della Corte Suprema Roe contro Wade del 1973, che istituì giuridicamente il diritto all’aborto entro i primi tre mesi dal concepimento. Klaus cominciò così i primi corsi per adolescenti con un focus sul metodo Billings dell’ovulazione, basato sull’osservazione del muco vaginale come indicatore di fertilità. Un metodo che il portale di divulgazione dell’Istituto Superiore di Sanità Italiani elenca tra quelli «poco sicuri poiché dotati di un’efficacia contraccettiva piuttosto bassa». Ancora oggi negli Stati Uniti, il corso ha tra i suoi focus la consapevolezza sulla propria fertilità e apre i propri incontri con una preghiera.

A guidare l’associazione in 56 Paesi è attualmente Pilar Vigil, docente presso la facoltà di Scienze biologiche dell’Università cattolica del Cile e parte della Pontificia accademia per la vita, fondata da Papa Giovanni Paolo II nel 1994, dal 2017 al 2022. Ospite nel 2018 al meeting di Rimini del movimento ecclesiale Comunione e Liberazione, Vigil disse tra le altre cose che «l’ideologia dietro alla pillola porta alla manipolazione, mentre conoscersi rafforza l’identità. La conoscenza porta alla liberazione». O ancora che «gli stessi metodi naturali possono essere usati in modo “contraccettivo”. Perché la cosa importante non è mai il “metodo”, la regola: è l’umano, che è più complesso di una norma». 

Nonostante questo in Italia – dove è arrivata nel 2009 – l’associazione si definisce un programma «laico, cioè non propone alcuna visione di fede o confessionale», specificando che «alle persone che si formano e diventano Tutor Teen Star non è richiesta alcuna informazione relativa alla propria appartenenza o meno a confessione o credo religioso».

Tuttavia, il programma è stato negli anni promosso anche da realtà vicine alla Chiesa: oltre a Comunione e Liberazione, anche Pro Vita & Famiglia, che ha raccontato il valore della proposta che «inizia dalla conoscenza dei ritmi biologici del proprio corpo». Inoltre, secondo una recente inchiesta pubblicata dal centro di giornalismo investigativo IRPI Media, i materiali formativi dei corsi non sarebbero sempre all’avanguardia. Nell’inchiesta – che ha analizzato più di 120 fonti citate tra i materiali del programma – si legge che oltre la metà sono precedenti al 2010 e «più di dieci studi sono stati scritti, condotti o pubblicati da enti religiosi e/o da figure e associazioni che promuovono i metodi di pianificazione familiare naturale; diciannove portano la firma di Pilar Vigil; e almeno cinque condividono teorie e posizioni ambigue o del tutto controverse».

In due occasioni specifiche sono stati sollevati dubbi sull’impostazione del corso e i suoi legami con la Chiesa. A Torino, nel 2024, cinque famiglie della scuola media Costantino Nigra hanno ritirato i figli dal corso per dubbi «sulla presunta laicità della proposta» e sui temi affrontati, come l’attenzione al ciclo di fertilità e al momento dell’ovulazione. Alla fine dello stesso anno, a San Donà di Piave (Venezia), un gruppo di genitori ha denunciato la diffusione di insegnamenti di matrice religiosa durante il corso. A questi casi – che Teen Star ha commentato sul proprio sito – sono seguite due interrogazioni, una parlamentare e una al Consiglio regionale del Veneto, da parte della deputata Rachele Scarpa e della consigliera regionale Francesca Zottis, del Partito Democratico. Dal database della Camera dei deputati, l’interrogazione risulta però ancora «in corso».

«Laddove mancano linee guida di educazione sessuale dato che non c’è una normativa comune, si lascia tutto alla libera iniziativa della società civile e il rischio è che trovino spazio associazioni che in modo più o meno esplicito sono di natura confessionale», ha spiegato Scarpa a Pagella Politica.

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I legami con la Chiesa locale

Il programma Teen Star è attivo in provincia di Cuneo da più di dieci anni ed è spesso promosso dalla Chiesa cattolica locale. Per esempio, nel 2021, il corso di formazione per tutor della provincia si è tenuto presso il CNOS-FAP di Fossano, un istituto del Centro nazionale opere salesiane - formazione e aggiornamento professionale.

Un’illustrazione del corso di Teen Star si può poi trovare anche sul sito dell’Ufficio per la pastorale della famiglia e della vita della diocesi di Alba. Nel documento, si indicano anche i contenuti delle attività didattiche: «Differenze fisiologiche tra uomo e donna. Sviluppo dei sistemi riproduttivi, osservazione dei segni della fertilità maschile e femminile. Il desiderio sessuale e le scelte comportamentali. Il desiderio di amare ed essere amati. La fertilità ed il miracolo della vita. Influenza del contesto culturale su idee e atteggiamenti riguardanti la sessualità. Idee stereotipate e informazioni inadeguate sulla femminilità e mascolinità. I metodi anticoncezionali. Le malattie di trasmissione sessuale».

In provincia, fino a tre anni fa, Teen Star è stato spesso portato nelle scuole tramite il Forum delle Associazioni Familiari. Ora i rapporti con gli istituti sono invece abbastanza strutturati per proseguire senza l’intermediazione del Forum, nato nel 2008 su spinta di alcuni uffici famiglie diocesani, che «si sono volutamente legati ad altre associazioni non religiose» ha detto a L’Unica Silvio Ribero, presidente del Forum.

La richiesta di fare da tramite con le scuole arrivò inizialmente da alcuni Uffici famiglia del monregalese: «Da lì si è partiti, si è arrivati a Cuneo e anche Fossano e Saluzzo», ha detto ancora Ribero. I risultati? «A Mondovì in certi momenti le richieste erano talmente tante che chiedevamo alla scuola di poter fare mattinate intere, alternando i giorni per non pesare sempre sugli stessi docenti. Quando capitava che cadesse durante l’ora di religione, i ragazzi chiedevano di fare il corso e non l’alternativa. Anche ragazzi musulmani, magari, o di altre religioni».

Nelle scuole cuneesi quindi non sono arrivati in questi anni feedback negativi o che lamentassero un’impostazione scorretta. «Quando viene introdotto nelle scuole, Teen Star viene presentato ai genitori, ai quali si chiede poi di sottoscrivere un consenso informato», ha spiegato Ribero. «Sono i genitori a chiedere di far partecipare i figli al percorso. E poi, a seguito dei dieci incontri che fanno i figli c’è un ritorno, un feedback sempre alle famiglie, che quindi sono direttamente coinvolte». 

Le scuole

Tra le scuole coinvolte c’è l’Istituto tecnico Giuseppe Baruffi di Mondovì. Da alcune fotografie pubblicate sulle pagine social della scuola si può intuire come il corso si sia concentrato effettivamente sul riconoscimento della presenza del muco cervicale nella vagina, punto centrale del metodo Billings per il controllo della fertilità, metodo approvato dalla Chiesa cattolica: «Favorire la conoscenza della fertilità e dei metodi naturali ha […] un grande valore pastorale», aveva scritto nel 2023 Papa Francesco, in un messaggio inviato a un convegno sul tema. «In quanto aiuta le coppie ad essere più consapevoli della loro vocazione coniugale e a dare testimonianza dei valori evangelici della sessualità umana».

Secondo Giuseppe Cappotto, dirigente del Baruffi, a Mondovì non sono mai pervenute lamentele sul corso, attivo da più di tre anni. «All’inizio gli studenti sono un po’ diffidenti e fanno fatica a partecipare attivamente all’azione formativa, perché non sono abituati», ha detto a L’Unica. «Però al termine dell’attività, che dura diverse ore per ogni classe, i feedback che abbiamo sono estremamente positivi».

L’Unica ha chiesto a Teen Star informazioni riguardo all’offerta formativa e al contenuto dei corsi, ma i referenti nazionali hanno però fatto sapere che l’associazione «non  rilascia interviste sui corsi, che sono accuratamente presentati ai genitori in incontri dedicati, nei quali si condivide con le famiglie il metodo utilizzato e il programma degli incontri in una costruttiva alleanza educativa tutta orientata al bene dei ragazzi».

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