Valpolcevera, la promessa dell’assessore
Intervista a Emilio Robotti dopo il test de L’Unica. Secondo l’assessore, il traffico tornerà regolare entro la fine dell’anno e le code non dipendono dalla ciclovia
Roberto Orlando
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Emilio Robotti, 61 anni, regge alcune tra le cariche di maggior impatto critico della giunta guidata da Silvia Salis: Mobilità sostenibile, Trasporto pubblico, Lavoro e Rapporti sindacali, Servizi civici e Diritto di cittadinanza. Come si legge sul suo curriculum, è un avvocato con esperienza in vari ambiti: dal diritto dell’area sanitaria a quello legato alle nuove tecnologie e all’informatica giuridica, passando per il diritto del lavoro, dei diritti umani e internazionale. Alle ultime elezioni comunali del maggio 2025 si era presentato con la lista Alleanza Verdi e Sinistra ed era risultato primo dei non eletti.
Tra le numerose gatte da pelare che si ritrova da assessore, prima tra tutte quella della crisi sempre più complessa dell’Azienda Mobilità e Trasporti (AMT), c’è anche un paradosso che riguarda la paralisi del traffico in Valbisagno e in Valpolcevera. Un paradosso, sì, perché mentre in Valbisagno si ragiona da tempi remoti su quali soluzioni adottare per accelerare almeno il trasporto pubblico, passando dal tram al filobus, da Skymetro alla funivia, in Valpolcevera il problema sembrava risolto per sempre da almeno una decina d’anni e invece ora è persino peggio di prima. Robotti però è pronto a giurare che entro la fine dell’anno i miglioramenti ci saranno, anche sulla base delle indicazioni dei comitati che da un paio d’anni si battono per il ripristino della viabilità entro i termini della ragione.
I comitati, come anticipato da L’Unica nell’edizione della settimana scorsa, hanno costituito un coordinamento che si è presentato ufficialmente nei giorni scorsi al presidente del Municipio V, Michele Versace. Il coordinamento, che ha anche aperto una pagina Facebook, il prossimo 3 luglio incontrerà proprio l’assessore Robotti con l’obiettivo di concordare una modalità di confronto con l’amministrazione comunale per affrontare e preferibilmente risolvere insieme le varie questioni.
Assessore, secondo quanto riferiscono alcuni media, il Comune l’inverno scorso aveva avviato il rilevamento dei flussi di traffico nella strada di sponda destra del Polcevera: i dati ora sono disponibili?
«In realtà abbiamo fatto rilevazioni dei passaggi per la regolazione – poi effettuata – di un impianto semaforico interessato dal percorso della ciclovia Superlavalle. Per la rilevazione dei flussi era stata richiesta un’offerta a soggetti esterni all’amministrazione, ma al momento l’affidamento non c’è ancora stato. Con i cantieri in corso non era possibile».
La pista ciclabile è ritenuta la prima responsabile dei rallentamenti. È così anche secondo lei?
«Sicuramente non è la prima responsabile, ammesso che lo sia. In primo luogo, questa percezione è nata nel momento in cui è partito il cantiere per la ciclovia. Che, come ogni cantiere, ovviamente provoca disagi anche alla circolazione fino al completamento delle opere. È vero però che la ciclovia, ereditata dall’amministrazione precedente e parte dei progetti PNRR da completare entro il prossimo 30 giugno, forse era un progetto migliore in origine, ma una serie di modifiche successive ne hanno ridotto molto la fruibilità. Su alcuni errori della precedente amministrazione stiamo rimediando, quando possibile. Le modifiche al progetto apportate negli anni scorsi erano ad esempio causate da due rotonde, originariamente non previste, che risultano realizzate con conseguenze negative persino sulla stessa ciclovia. Ma il primo problema del rallentamento della circolazione in Valpolcevera è sicuramente il traffico di mezzi pesanti che si somma a quello privato, insieme alle decine di cantieri presenti, anche per opere strategiche di interesse nazionale oltre che per la messa in sicurezza idrogeologica della vallata; cantieri che a loro volta generano un flusso importante di mezzi pesanti».
D’accordo, ma allora perché aggiungere le rotonde?
«Sono state autorizzate dall’amministrazione che ci ha preceduto, per permettere l’accesso a un nuovo supermercato non solo alle auto dei clienti, ma soprattutto ai camion: sia per l’approvvigionamento del mercato, sia per i lavori di costruzione del nuovo centro logistico (e in futuro per il funzionamento del centro logistico). Le rotonde e i restringimenti (senza peraltro riduzione del numero delle corsie) in sé possono provocare un rallentamento e però avere un ritorno positivo in termini di sicurezza. Il livello di incidentalità – secondo i dati della polizia locale – è calato significativamente rispetto agli anni precedenti, mantenendo però la fluidità della circolazione. È invece il traffico pesante nelle rotatorie a creare una serie di problemi che stiamo affrontando. In tutto questo, l’impossibilità momentanea di ripristinare la viabilità di sponda precedente al crollo del ponte Morandi [a senso unico lungo entrambe le sponde, ndr] aggrava la situazione. Così come ogni evento negativo che si ripercuote con effetto domino sulla circolazione in tutta la Valpolcevera: incidenti in città o più spesso ancora in autostrada, chiusura del terminal container per allerta vento e successiva riapertura».
La pista ciclabile deve essere conclusa in tutto il suo sviluppo da Fiumara a Pontedecimo entro quanto tempo?
«A parte il termine, ormai vicinissimo, del prossimo 30 giugno non ci sono termini per il completamento verso Fiumara, perché non ci sono i finanziamenti. Ovviamente la nostra intenzione è di proseguire fino al completamento dell’opera, recuperando le risorse che per il momento non ci sono, perché in caso contrario la ciclovia Superlavalle, così come è ora, non ha molto senso. Il progetto avrebbe dovuto prevedere un cronoprogramma completo, ma così non è stato: l’amministrazione precedente aveva deciso di realizzare un tratto a sé stante, come del resto è accaduto in altre parti della città. Una parte del futuro tracciato, a quanto ho constatato, dovrebbe essere sulla sede di una linea ferroviaria dismessa, senza interferenze quindi con la viabilità stradale e in assoluta sicurezza per i ciclisti. La soluzione è interessante, tuttavia il terreno è di proprietà di RFI (Rete Ferroviaria Italiana) e abbiamo scoperto che il percorso per acquisirlo non è mai stato avviato. Quindi dovremo fare anche questo».
Di recente, lei ha incontrato una rappresentanza dei comitati che le ha segnalato una serie di criticità che rallentano il traffico con ripercussioni in tutta la valle. Il Comune è disponibile ad apportare modifiche sul tracciato in base anche alle indicazioni dei comitati?
«Come amministrazione siamo sempre disponibili ad ascoltare cittadini, associazioni e comitati, a valutare e accogliere, se è possibile e se risponde agli interessi generali, i suggerimenti che da loro riceviamo. Nel caso della Valpolcevera, e non solo per la ciclovia, in un anno ho partecipato personalmente a numerosi – tanti che ne ho perso il conto – sopralluoghi, incontri, commissioni municipali, assemblee e cabine di regia dove erano presenti anche i comitati. Oltre a quelli dei dirigenti e dei tecnici. Alcune delle modifiche che abbiamo adottato con successo in Valpolcevera (in prossimità di Trasta e del ponte per esempio) sono state in accoglimento di suggerimenti ricevuti o soluzioni trovate dai nostri tecnici nel corso di sopralluoghi congiunti. Recentemente abbiamo incontrato alcuni esponenti di comitati della Valpolcevera, abbiamo risposto alle loro domande e offerto disponibilità, apprezzata, a incontri periodici di aggiornamento con loro e il Municipio V».
Quando sarà ripristinato il senso unico nelle due strade di sponda del Polcevera?
«Per me anche ieri! In questo caso siamo legati al cantiere gestito da IRE (ex sviluppo Genova). La conclusione dei lavori era prevista a fine 2025, poi il termine è slittato al dicembre prossimo, però sembra che – secondo quanto ci assicura IRE – i lavori si possano ultimare subito dopo l’estate. Incrociamo le dita. In ogni caso, abbiamo già dato tutte le indicazioni per il ripristino della viabilità di sponda, che prevediamo avrà conseguenze positive anche per Cornigliano e la rotonda di via Massena. A metà giugno è stata aperta una parte della sopraelevata portuale, con benefici per il traffico pesante da e verso il porto, completando la nuova viabilità per il traffico dei veicoli diretti all’imbarco dei traghetti che compensa la chiusura del varco Etiopia. Questo fa parte del necessario lavoro congiunto con Autorità Portuale per migliorare la viabilità che è fondamentale per la città e per il porto stesso».
È prevista l’apertura di altri cantieri che potrebbero pesare sulla viabilità in Valpolcevera?
«Nuovi di grande impatto, per fortuna no; sono più che sufficienti quelli che ci sono ora. In realtà, un cantiere può avere fasi successive più o meno impattanti. Ad esempio, i lavori per il ponte ferroviario sul Polcevera richiedono operazioni di enorme complessità e stiamo lavorando per diminuire al massimo le ripercussioni sulla circolazione e i disagi per la cittadinanza. Contiamo comunque di riuscire nei prossimi mesi, verso fine anno, a migliorare la situazione generale in tutta la Valpolcevera con il ripristino della viabilità di sponda e altri piccoli e grandi interventi di regolazione del traffico».
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