La biblioteca guarda all’estero
Dalla mission in Bulgaria alle attività sociali. La direttrice Conti: «Credo che, a turno, sia transitata di qui tutta la città»
Alberto Gallo
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Ci si arriva lasciandosi alle spalle Sofia e proseguendo per 240 chilometri in direzione nord-est. Veliko Tărnovo si innalza lassù, arroccata su tre colline che dominano l’ansa a ferro di cavallo del fiume Yantra. L’imponente fortezza di Tsarevets, la splendida chiesa dell’Ascensione, la caratteristica Samovodska Charshia: tanti luoghi storici testimoniano l’importanza di una città che, in epoca medievale, fu capitale della Bulgaria per oltre due secoli. E poi c’è la Biblioteca Regionale “Petko Slaveykov”, dove la tradizione si fonde con l’innovazione. Proprio qui una delegazione della Biblioteca Astense, intitolata all’ex presidente Giorgio Faletti, nei mesi scorsi è stata protagonista di un progetto di mobilità.
«Tutto è partito da un invito arrivato al Comune di Asti ed esteso a noi», ha raccontato a L’Unica Alessia Conti, direttrice della biblioteca astigiana. «Sono esperienze che servono a rafforzare le competenze e a confrontarsi con altre realtà sulle buone pratiche bibliotecarie». E così i bibliotecari Walter Gonella, Federica Varaldo e Karim Soufellou sono stati catapultati per tre giorni nel cuore orientale della penisola balcanica, una full immersion fatta di incontri, panel e tavoli tematici in un’avventura capace di intrecciare competenze professionali e relazioni umane.
Al pari dei colleghi, Gonella è rimasto colpito dall’accoglienza: «Sono stati estremamente calorosi», ha riferito a L’Unica. «Abbiamo incontrato le autorità locali e visitato i luoghi simbolo della città, ci hanno trattato come una delegazione istituzionale». Per risalire alle radici di questo viaggio bisogna fare qualche passo indietro e tornare alla fine del periodo sovietico. «L’invito è nato dal rapporto di amicizia e collaborazione stipulato tra Asti e Veliko Tărnovo nel 1989», ha chiarito Gonella. «Loro portano avanti questo progetto a livello europeo soprattutto con i Paesi dell’Europa dell’Est. Insieme a noi c’erano biblioteche provenienti da Serbia, Ungheria, Romania, Macedonia e Polonia, oltre che dalla stessa Bulgaria. Di fatto, eravamo gli unici rappresentanti dell’Europa occidentale».
La memoria locale
Sono state giornate in cui si è parlato di innovazione, tutela del patrimonio, ruolo sociale delle biblioteche come spazi di comunità. E la biblioteca di Veliko Tărnovo si è rivelata tecnologicamente all’avanguardia, in netto contrasto con gli stereotipi che dipingono gli ex Paesi del blocco sovietico come realtà intrappolate negli anni Novanta.
Gonella ha evidenziato che «loro digitalizzano soprattutto la memoria locale. Scansioni di giornali, creazione di pagine online con link, fonti e documenti: è quello il patrimonio da difendere, quello che gli altri non hanno». Uno stimolo, un modello a cui guardare, su questo si trova in sintonia anche Varaldo: «Penso sia l’aspetto principale emerso in questo scambio. Per molti utenti la biblioteca è il primo approdo quando si tratta di cercare fonti storiche. Per fare un lavoro del genere servono fondi, ma anche per noi sarebbe molto importante implementare questo aspetto».
Uno dei volti più interessanti della biblioteca di Veliko Tărnovo è l’ufficio dedicato esclusivamente alla progettazione europea: «È qualcosa a cui guardiamo con grande ammirazione», ha ammesso Conti. «Le nostre possibilità sono più limitate, ma l’orizzonte è sempre l’internazionalizzazione. Anche in ottica “Passepartout”, il nostro festival culturale estivo, ci piacerebbe avere una rassegna dal respiro internazionale inserendo qualche piccolo innesto. Bisogna procedere gradualmente, a piccoli passi».
La ricerca dei fondi
Progetti e investimenti importanti, ma senza mai perdere di vista la sostenibilità. La direttrice della Biblioteca Astense ha sottolineato che, nel caso dell’esperienza a Veliko Tărnovo, «si è trattato di un progetto nell’ambito del programma Erasmus+. Le uniche spese che abbiamo dovuto coprire sono state quelle di viaggio».
I fondi restano la sfida più grande per una biblioteca attiva su tanti fronti. Certamente la capacità di fare rete garantisce l’appoggio di una squadra di partner, sponsor e finanziatori fatta di istituzioni, banche e fondazioni. Tra i progetti più rappresentativi c’è sicuramente il “Bibliobus”, l’iniziativa di biblioteca itinerante.
Anche la delegazione bulgara in visita ad Asti è rimasta colpita dal progetto. Ideato dall’ex direttrice Mimma Bogetti, lo scorso anno la biblioteca itinerante si è regalata un nuovo bus con cui ha raggiunto 14 comuni della provincia, portando libri e attività di promozione della lettura anche nei centri più piccoli e periferici.
I numeri della biblioteca
Conti non nasconde la soddisfazione per i risultati raggiunti: «Abbiamo appena approvato il bilancio del 2025: non è mai scontato trovare i fondi con cui dare continuità ai progetti, specialmente quando servono somme importanti».
Nonostante le inevitabili difficoltà, i dati della relazione finale relativa allo scorso anno ritraggono una biblioteca vivace, in piena salute. Nel corso del 2025 sono stati realizzati 103 eventi, coinvolgendo oltre 200 relatori e registrando circa 8.400 presenze complessive. Il fiore all’occhiello rimane “Passepartout”, il festival culturale diretto da Alberto Sinigaglia capace di radunare scrittori, giornalisti, studiosi, politici e intellettuali di alto profilo. Dopo 23 edizioni, la risposta del pubblico continua a essere forte: i 13 incontri organizzati nella scorsa edizione, per dare un’idea, hanno raccolto in media 320 persone per ogni appuntamento.
Sul fronte delle attività quotidiane, le 150 postazioni studio accolgono ogni giorno una sessantina di persone (con picchi di affluenza invernali che superano le postazioni disponibili), mentre i servizi bibliotecari hanno superato i 15 mila prestiti totali, per un incremento di 1.168 prestiti rispetto al 2024. Numeri importanti che certificano la bontà della mission di una struttura nata nel 1873 ma sempre attenta a restare al passo con i tempi.
In un panorama caratterizzato da trasformazioni mai così rapide, la Biblioteca Astense ha scelto di evolvere il proprio modello per affermarsi come spazio civico. Un occhio di riguardo viene riservato alla riduzione delle disuguaglianze culturali, alla promozione dell’inclusione e al coinvolgimento attivo dei cittadini, comprese le fasce più giovani.
Non è un caso se molti progetti, a cominciare dal laboratorio di fumetto per arrivare alle giornate dedicate ai giochi da tavolo, sono rivolti a bambini e giovani adulti. Tutte attività ad accesso libero e gratuito come quelle del progetto “Cultura per Crescere”, un’iniziativa mirata alle famiglie con bambini tra gli zero e i sei anni.
«Quando nasce un figlio, spesso le famiglie sono disorientate», ha rilevato Conti. «Devono capire come muoversi sul piano sanitario, come passare insieme momenti di qualità e così via». Per questo la biblioteca ha attivato una serie di attività in sinergia con ASL, Museo Paleontologico, Centro per le Famiglie e altre realtà del territorio. In lavorazione c’è anche un sito internet destinato a raccogliere tutte queste realtà, proponendosi come un’autentica mappa per le famiglie.
Non solo libri in prestito
Con un’offerta così ampia, è inevitabile abbracciare vari tipi di pubblico. In biblioteca «passa l’umanità», per dirla con le parole di Conti. «Credo che, a turno, sia transitata di qui tutta la città», ha riconosciuto la direttrice. «Siamo una realtà gratuita e aperta tutto l’anno: i luoghi informali come il nostro invogliano la partecipazione».
Gonella ha lavorato in diversi tipi di biblioteche, ma ritiene quelle civiche come la Astense le più stimolanti proprio per la varietà di pubblico. Lui ama in modo particolare l’attività di reference, ovvero il compito di indirizzare gli utenti, mentre altri colleghi sono più portati per la catalogazione.
Ma il mestiere del bibliotecario può toccare aspetti che sconfinano dalla letteratura: «Il nostro lavoro implica anche la comprensione delle necessità della persona», ha osservato Varaldo. «Non sempre gli utenti cercano un libro da portare a casa: a volte hanno solo bisogno di parlare con qualcuno. In questi casi subentra un fattore umano che riguarda l’accoglienza e l’empatia. Anche così si svolge un servizio per la comunità».
L’attenzione alla sfera sociale è probabilmente il marchio più evidente della direzione di Conti, in carica dal 2023. In una società segnata dalla disgregazione, dove ognuno è sempre più perso nelle proprie individualità, la Biblioteca Astense vuole porsi come punto di riferimento non solo culturale ma anche comunitario. Un luogo di incontro, ascolto e supporto al servizio dei cittadini. In questa direzione va la volontà di intercettare fasce di pubblico sempre più ampie, con un occhio di riguardo alle situazioni di fragilità. Un impegno portato avanti giorno dopo giorno per rendere la biblioteca la casa di tutti. Non solo di chi legge.
Nel mese di luglio la biblioteca seguirà l’orario di apertura estivo: martedì 9:00-15:00; mercoledì 9:00-18:00; giovedì e venerdì 9:00-15:00; sabato 9:00-13:00.
Martedì 30 giugno, mercoledì 1 luglio e martedì 7 luglio la biblioteca sarà chiusa al pubblico.
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